17/04/2019, 09.10
INDONESIA
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L’Indonesia si ferma per le elezioni: in 192,8 milioni votano il nuovo presidente

di Mathias Hariyadi

Come nel 2014, il presidente in carica Joko “Jokowi” Widodo sfida Prabowo Subianto. Gli osservatori definiscono la tornata elettorale “un giorno critico” per il futuro della giovane democrazia. Il governo ha disposto imponenti misure di sicurezza. A Widodo il compito di arginare l'enorme influenza di gruppi e movimenti islamici fondamentalisti.

Jakarta (AsiaNews) – Quasi 192,8 milioni di cittadini indonesiani in 17mila isole dell’arcipelago scelgono oggi presidente, vicepresidente, 575 membri della Consiglio rappresentativo del popolo (Dpr) – la Camera bassa del parlamento – e 24mila tra rappresentanti provinciale e distrettuali (Dpd). In più di 805mila seggi elettorali, le operazioni di voto si sono aperte questa mattina alle 7 ore di Papua e si concluderanno alle 13 di Jakarta. Gli osservatori definiscono la tornata elettorale “un giorno critico” per il futuro della giovane democrazia, su cui incombe la minaccia di una deriva islamista. Il governo ha disposto imponenti misure di sicurezza: 453mila tra agenti di polizia e soldati, oltre ad 1,6 milioni di membri della protezione civile. Ad essi si aggiungono 6milioni ai volontari, pronti ad aiutare nel voto gli elettori.

Come nel 2014, il presidente in carica Joko “Jokowi” Widodo sfida Prabowo Subianto, ex comandante delle forze speciali dell'esercito e genero del defunto dittatore Haji Mohammad Suharto. Ma a differenza delle scorse elezioni, in cui aveva posto il rafforzamento dei diritti umani al centro del suo programma, la scelta del religioso islamico Ma'ruf Amin (76 anni) quest’anno rischia di costare a Jokowi il voto dei moderati. Amin, che era presidente del Consiglio degli ulema indonesiani (Mui), aveva rilasciato diverse fatwa contro l'ex governatore di Jakarta, il cristiano di origini cinesi Basuki “Ahok" Tjahaja Purnama.  Amin così legittimava la posizione di chi sosteneva che, in virtù della sua religione, il politico non era adatto ad incarichi di potere, nel Paese islamico più popoloso al mondo.

Secondo gli analisti, la scelta di Amin – conservatore divenuto moderato – oggi consentirà al presidente  di arginare l'enorme influenza di gruppi e movimenti islamici fondamentalisti, come Hizbut Tahrir (Hti), l'Islamic Defender Front (Fpi) e altri. Amin è un esponente di primo piano di Nahdlatul Ulama (Nu), che con 90milioni di iscritti è il più grande movimento islamico moderato d’Indonesia e del mondo. La coppia Jokowi-Amin rappresenta sia nazionalisti che religiosi. La scelta di Prabowo Subianto di nominare il miliardario Sandiaga Uno come vice ha alimentato tra gli indonesiani i timori verso un nuovo regime autoritario. Ciò è in parte dovuto al passato di Subianto, accusato del rapimento di studenti e altri abusi dei diritti umani durante la sua carriera militare.

Nelle elezioni del 2014, Jokowi ha incarnato per gli indonesiani la speranza di cambiamento,  in quanto non ha alcun trascorso politico nel regime di Suharto. Jokowi ha vinto con il 53% dei voti, diventando il primo presidente indonesiano senza un passato militare. Con il secondo mandato, egli punta ad ultimare il suo vasto piano infrastrutturale: 950km di strade a pedaggio, 3.400 km di autostrade, 40 km di ponti, 10 nuovi aeroporti, 19 porti e 17 dighe. Per molti indonesiani, questo ha rappresentato qualcosa di nuovo: nessun presidente precedente era mai riuscito a coordinare così tanti progetti, a causa della diffusa corruzione nei partiti.

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