18/07/2024, 10.51
PAKISTAN
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Karachi: dai cattolici solidarietà e condivisione con gli sciiti per l’Ashura

di Shafique Khokhar

La Commissione per il dialogo interreligioso e l’ecumenismo (Ccide) ha promosso un “Sabeel” per la comunità musulmana Dawoodi Bohra. Fra gli eventi un “cammino” nell’area della cattedrale e la distribuzione di bevande fresche per rompere il digiuno. La carovana interreligiosa annuale del Rwadari Tehreek Pakistan ha raggiunto Karabla Gamay Shah. 

Karachi (AsiaNews) - Una iniziativa improntata al dialogo e all’incontro fra minoranze, spesso vittime di abusi e persecuzioni. La Commissione cattolica per il dialogo interreligioso e l’ecumenismo (Ccide), guidata da mons. Benny Mario Travas e da p. Shakeel Gulzar, ha promosso un “Sabeel” per la comunità Dawoodi Bohra - di tradizione sciita - in occasione del 10 di Muharram, o festa dell’Ashura. Si tratta del giorno in cui Allah salva il profeta Musa (o Mosé, con un digiuno di due giorni che ricorda lo Yom Kippur ebraico) e, per gli sciiti, ha assunto un significato ulteriore: la commemorazione del martirio dell’imam al-Ḥusayn ibn ʿAlī e di 72 seguaci per mano del califfo omayyade Yazid I. La strage risale al decimo giorno del mese di muharram dell’anno 40 dell’Egira e il periodo di lutto, per la componente minoritaria dell’islam, dura 40 giorni. Nell’occasione ogni anno centinaia di migliaia di pellegrini si recano ogni anno nella città di Kerbala, in Iraq, dove si trovano le tombe dell’imam e dei seguaci, per commemorare il lutto.

Durante l’evento i partecipanti hanno sfilato promuovendo un ”cammino” nei pressi della cattedrale di san Patrizio a Saddar, Karachi, interrompendo la lunga giornata di digiuno al Karachi Parsi Institute (Kpi) con una bevanda fresca a base di frutta distribuita ai passanti. P. Shakeel Gulzar, direttore del Ccide, ha spiegato che il “Sabeel” è “un gesto di unità nella diversità. Esso dimostra - prosegue - che pur appartenendo a fedi e religioni diverse, siamo ‘una cosa sola’ nell’appartenenza comune alla natura umana e sotto la bandiera pakistana”. Il sacerdote ha quindi aggiunto che Muharram per gli sciiti è “un momento di riflessione, di lutto e di solidarietà con Dio e noi con il nostro Sabeel abbiamo dimostrato il nostro sostegno”. 

Osservatori e attivisti plaudono all’iniziativa, spiegando che condividere il cammino e il periodo di lutto è un gesto meraviglioso di unità da parte dei cristiani, all’insegna di uno spirito di armonia e collaborazione in una regione non di rado teatro di violenze etnico-confessionali. Kashif Anthony, coordinatore Ccide, ha dato il via al “Sabeel” insieme a p. Amir Bhatti, p. Sunil Sarfraz, suor Fazilat e Samantha Rodrigues, presidentessa della Catholic Women’s Guild. Kashif ha lodato i presenti per aver aderito e collaborato alla distribuzione di bevande fresche ai membri della comunità Dawood Bohra, gesto ricambiato da “uomini, donne e bambini che hanno ringraziato la comunità cattolica di St. Patrick per questo gesto gentile” per l’Ashura. 

Nel frattempo, la carovana interreligiosa annuale del Rwadari Tehreek Pakistan ha raggiunto Karabla Gamay Shah, una delle più antiche Imam Bargah (sale per riti) di Lahore. Una data non casuale, perché si è scelto il mese di Muharram proprio per esprimere vicinanza e trasmettere un messaggio di pace in risposta alle tensioni confessionali che hanno insanguinato la nazione negli ultimi decenni. La Carovana della pace di Rwadari è parte della campagna pacifista di Rwadari Tehreek per il Muharram, che comprende anche interventi sui social media e altre iniziative per esortare i cittadini a contrastare discorsi di odio settario e promuovere l’armonia. Questa campagna mira anche a sollecitare il governo, le istituzioni dello Stato e le altre parti interessate a essere vigili e ad adottare una politica di tolleranza zero contro i discorsi di odio e l’istigazione alla violenza.  

Il presidente di Rwadari Tehreek, Samson Salamat, intervenendo al raduno interreligioso ha affermato che “mantenere un ambiente libero da tensioni e pacifico dovrebbe essere la nostra priorità”. Egli ha quindi aggiunto che “ognuno di noi, e tutti i soggetti interessati, dovrebbero adempiere alle proprie responsabilità senza alcuna negligenza”. Nel corso dei vari interventi i relatori hanno invitato all’unanimità “il Governo e le istituzioni responsabili del mantenimento della pace e della sicurezza” a esercitare “tolleranza zero” nei confronti dei discorsi di odio e dell’istigazione alla violenza settaria. Per una nazione prospera e pacifica, hanno concluso, è necessario garantire “una sicurezza a prova di bomba per tutti gli incontri e le processioni religiose durante il 10 di Moharram”.  

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