22/04/2015, 00.00
INDIA
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Jharkhand, radicali indù contro una scuola cattolica: Deve chiudere subito

di Nirmala Carvalho
Oltre 60 militanti dell’ala studentesca del partito di governo (Bharatiya Janata Party, nazionalista indù) hanno fatto irruzione nell’istituto Holy Cross di Hazaribagh. Dopo aver assistito inerme, la polizia ha arrestato 16 persone. Global Council of Indian Christians (Gcic): “Gli estremisti attaccano le istituzioni cristiane perché non tollerano che aiutino poveri e oppressi”.

Mumbai (AsiaNews) – La polizia ha arrestato 16 radicali indù per l’attacco alla scuola cattolica Holy Cross di Hazaribagh, nello Stato nordorientale del Jharkhand, avvenuto ieri. Oltre 60 militanti dell’Akhil Bharatiya Vidyarthi Parishad (Abvp), ala studentesca del partito di governo Bharatiya Janata Party (Bjp, nazionalisti indù), hanno fatto irruzione nei locali del liceo intimando alle autorità scolastiche di chiudere l’istituto. Ad AsiaNews Sajan K. George, presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic), dichiara: “Gli estremisti attaccano le istituzioni cristiane perché non tollerano che aiutino poveri e oppressi”.

Secondo testimoni oculari, la polizia ha assistito all’attacco senza intervenire. I militanti dell’Abvp hanno preso a calci sedie e porte, e chiesto a una delle suore che gestisce la scuola perché non c’era una statua di Saraswati (dea indù della conoscenza, ndr) e una foto di del Primo ministro Narendra Modi al posto di quella di san Francesco.

“Da secoli – sottolinea ad AsiaNews Sajan George – gli istituti educativi cristiani sono al servizio della costruzione del Paese e sono i più ricercati per qualità d’istruzione, costruzione della personalità e insegnamento di un sistema di valori che favorisce lo sviluppo olistico della persona”.

Secondo il presidente del Gcic questi gruppi estremisti “prendono di mira le istituzioni cristiane anche perché esse servono i poveri e gli emarginati, rendendoli indipendenti attraverso l’istruzione e, con essa, dando loro dignità, sviluppo e progresso”.

Questo servizio “è contro il sistema oppressivo delle caste, perché una volta che i poveri sono istruiti, e conoscono i loro diritti, è difficile sottometterli. In Chhattisgarh, a Bastar, sacerdoti e suore che insegnano nelle scuole si sono sentiti ordinare di essere chiamati acharya [il precettore nella tradizione indù, ndr], e di installare fotografie di divinità indù”. 

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