31/12/2004, 00.00
INDONESIA
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Indonesia, aperto lo spazio aereo agli aiuti dall'estero

di Mathias Hariyadi

Cresce ancora il numero dei morti: oltre 79 mila nell'Aceh e nel Nord Sumatra. I mezzi militari e civili stranieri potranno entrare nel Paese senza il visto, per facilitare l'arrivo di aiuti nelle zone colpite dallo tsunami.

Jakarta (AsiaNews) – Per agevolare gli aiuti provenienti dall'estero, l'Indonesia ha aperto il proprio spazio aereo a qualsiasi velivolo, civile e militare, diretto al centro di raccolta che è situato nella base militare dell'aeroporto di Blang Bintang, nel Banda Aceh. La decisione è stata ufficializzata dal presidente indonesiano Susilo Bambang Ydhoyono (SBY), che oggi si recherà nelle zone più colpite dalla sciagura. Questa mattina intanto il ministro per gli affari sociali ha diffuso l'ultimo bollettino delle vittime nell'Aceh e nel Nord Sumatra: 79.940 i morti, 1240 i dispersi, oltre 48 mila i ricoverati negli ospedali e circa 109 mila i rifugiati.

Yuri Thamrin, portavoce del ministro indonesiano degli esteri, precisa che nei giorni scorsi "due aerei militari australiani sono atterrati a Nlang Bintang" e ribadisce che "qualunque aiuto straniero per l'Aceh, portato via mare o con gli aerei, è accolto con calore".

Egli ha aggiunto che i governi di Bonn, Washington e New Delhi invieranno nei prossimi giorni ospedali da campo nella zona e "per favorire le operazioni di sbarco dei mezzi è necessario mantenere cieli e mari aperti". Anche le Nazioni Unite hanno allestito 8 cargo da inviare in Indonesia.

Il ministero degli esteri invierà a breve il documento che dà il via libera all'ingresso degli aiuti stranieri al quartier generale delle forze armate nell'Aceh, presieduto dal ministro del welfare Alwi Shihab. Il visto d'ingresso esentasse sarà applicato a tutti i volontari che arrivano dall'estero, un provvedimento speciale per una regione segnata negli ultimi anni da conflitti e violenze, teatro di operazioni militari di larga scala contro i separatisti ribelli del Free Aceh Movement (GAM).

Susilo ha ordinato al ministro del welfare di mantenere aperto l'ufficio e di rimanere nell'Aceh per favorire le operazioni di soccorso nella zona; la regione è ancora priva del governatore, da quando Abdullah Puteh è stato rimosso dalla carica per le accuse di corruzione.

"Finché le operazioni di soccorso non saranno ultimate – conferma Alwi Shihab – resterò nel Banda Aceh. Invito i diversi rappresentanti delle organizzazioni non governative a starci vicino in questa missione umanitaria".

Oggi il presidente Susilo volerà nella regione dopo aver partecipato alla preghiera del venerdì nella moschea di Jakarta: egli visiterà per prima Meulaboh, la "città fantasma", distrutta al 90% dalla furia dello tsunami. Le operazioni di soccorso nella città sono coordinate da Bachtiar Chamsyah, ministro per gli Affari Sociali, inviato allo scopo da SBY.

L'intervento delle forze armate e di polizia è sotto il controllo del generale Ryamizard Ryacudu: egli ha ordinato all'esercito di ripulire la grande moschea di Banda Aceh dal fango e dai cadaveri, mentre gli aerei militari lanceranno dal cielo gli aiuti per Meulaboh, perché è il solo modo per portare aiuti nella zona. Le forze armate sono state dislocate in diverse zone del territorio per prevenire eventuali episodi di sciacallaggio.

Un gesto di solidarietà arriva anche dalle compagnie aeree private, che hanno deciso di non far pagare il biglietto ai volontari diretti nell'Aceh per portare aiuti umanitari. La Lion Air ha messo a disposizione 100 posti, la Batavia Air 90, seguiti dalla Mandala Air e l'Adam Air.

Questo pomeriggio il ministro per gli affari sociali ha diffuso l'ultimo bollettino delle vittime nella regione; lo riportiamo di seguito, con un elenco delle diverse zone colpite:

Krueng Mane: 117 morti

Bireun: 594 morti

East Aceh: 224 morti

North Aceh: 1540 morti
Banda Aceh: 15 mila morti

Lhokseumawe: 157 morti

Pidie: 1359 morti

Sabang, nelle isole Weh a largo di Banda Aceh: 12 mila morti

Nias, nella provincia del Nord Sumatra: 227 morti

Tapanuli centrali: 1 morti

Cermin Coast: 8 morti

Nagan, villaggio del Nord Sumatra: 500 morti

Aceh Jaya: 15 mila morti

Calung: 5 mila morti

Meulaboh: 10.200 morti

Aceh Besar: 14 mila morti

Simeule: 4 morti

Adam Malik Hospital, nel Nord Sumatra: 3 morti

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