03/12/2019, 12.23
VIETNAM
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In ricordo di p. de Rhodes: diffuse il Vangelo ‘latinizzando’ la scrittura vietnamita

di Peter Tran

Il gesuita francese fu missionario in Vietnam tra il 1625 ed il 1645. Fino agli inizi del XVII secolo, i vietnamiti utilizzavano i caratteri cinesi. Il nuovo sistema linguistico fu efficace strumento per l’evangelizzazione: più di 320mila persone si convertirono in 50 anni.

Hanoi (AsiaNews) – Nel 2019 la Chiesa vietnamita celebra i 400 anni dalla traslitterazione in alfabeto latino della lingua locale. L’adozione del “Chữ Quốc Ngữ” (lingua nazionale), ovvero il moderno sistema di scrittura, aprì le porte del Vietnam al mondo e all’annuncio del Vangelo. A svilupparlo fu un sacerdote gesuita francese, p. Alexandre de Rhodes (p. Đắc Lộ in vietnamita, foto 2). Egli fu missionario nel Paese del Sud-est asiatico tra il 1625 ed il 1645.

Fino agli inizi del XVII secolo, per esprimersi i vietnamiti erano soliti utilizzare il linguaggio “Chữ Hán” – i classici caratteri cinesi – e quello “Chữ Nôm” – caratteri cinesi semplificati o rivisitati. Per i cittadini, questi sistemi di scrittura erano molto difficili da imparare; a farne le spese erano soprattutto le fasce più povere della popolazione, che non potevano permettersi di frequentare le scuole. Giunti in Vietnam a partire dal XVI secolo, i missionari occidentali cominciarono a lavorare ad una prima forma di scrittura basata sull’alfabeto e sulla grammatica latina, che potesse rimpiazzare i caratteri cinesi e contribuire alla loro opera evangelizzatrice. La lingua fu migliorata nel tempo, grazie all’impegno profuso da sacerdoti italiani e portoghesi con particolari competenze linguistiche – su tutti p. Francisco de Pina – ed al contributo fornito dai cattolici vietnamiti che li assistevano. Un primo sistema di scrittura “romanizzato” fu ultimato nel 1619.

È in questo contesto che si inserisce l’opera di p. Alexandre de Rhodes, considerato il padre della “Chữ Quốc Ngữ”. Nato ad Avignone il 15 marzo 1591, arriva nel porto di Hội An a Đà Nẵng City (Vietnam centrale) nel 1625 insieme a quattro confratelli ed alcuni fedeli giapponesi. Nello stesso anno, comincia lo studio del vietnamita, sceglie per sé il nome Đắc Lộ e si dedica all’evangelizzazione di Đàng Trong (nel Sud). L’anno seguente, svolge la sua missione a Đàng Ngoài (Nord). Tra il 1625 ed il 1631, p. de Rhodes sistematizza il lavoro ereditato da p. Francisco de Pina; lo completa, inventando un alfabeto vietnamita composto da 24 lettere. Nel 1651, il missionario pubblica a Roma tre libri sull’alfabeto e poi un dizionario vietnamita-portoghese-latino (Dictionarium Annamittticum Lusitanum et Latinum), una grammatica vietnamita e un libro di catechismo. Solo nel 1919 il “Chữ Quốc Ngữ” comincia ad essere ufficialmente insegnato nelle scuole, diventando così il solo metodo di scrittura autorizzato dalla nazione. Ma in tutto questo periodo serve come efficace strumento per la diffusione del cristianesimo: più di 320mila persone si convertirono in 50 anni, da quando viene introdotto il cattolicesimo ad Hanoi nel 1615.

Per celebrare il 400mo anniversario della romanizzazione della lingua vietnamita, tra il 25 ed il 26 ottobre ad Ho Chi Minh City la Conferenza episcopale del Vietnam ha organizzato una simposio nazionale. Questo ha avuto come tema: “400 anni (1619-2019) della formazione e dello sviluppo della lingua nazionale nella storia dell'evangelizzazione in Vietnam”. All’evento, promosso dalla Commissione per la Cultura, hanno preso parte 200 studiosi, tra linguisti, storici ed esperti di evangelizzazione. Mons. Joseph Đặng Đức Ngân, vescovo di Ðà Nẵng e presidente della Commissione, ha affermato nel suo intervento: “La lingua nazionale vietnamita diventata popolare a partire dal 1865. Questo è il motivo per cui il Vangelo trova un posto naturale nella letteratura vietnamita. La lingua nazionale è fluita nel corso della storia della Chiesa, contribuendo alla sua missione. La letteratura è la fonte della vita di questa nazione. Ha la capacità di trasmettere all'anima umana. Può portare alla fede cristiana”.

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