13/05/2015, 00.00
TAIWAN
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Il gruppo di danza Lan Yang “veicolo cattolico per promuovere l’arte aborigena”

di Xin Yage
Parla p. Gian Carlo Michelini, dal 1964 a Taiwan, dove ha fondato un gruppo artistico giovanile di livello internazionale: “Attraverso l’arte si possano comunicare i valori umani e cristiani più importanti. Penso a come Gesù usava le storie e le parabole per drammatizzare i suoi insegnamenti”.

Taipei (AsiaNews) – Il p. Gian Carlo Michelini (秘克琳神父) ha dedicato una vita alla formazione dei giovani, dei bambini e degli adolescenti attraverso la cultura, l’arte e soprattutto la danza: “Abbiamo fatto un lungo cammino e la cosa più bella è che i frutti continuano e diventano sempre più abbondanti!”.

Lui è arrivato a Taiwan nel 1964 e ha studiato cinese a Hsinchu. Durante i primi anni sull’isola ha scoperto l’opera scenica tradizionale cinese e ne è rimasto molto colpito. Ha pensato poco a poco che alcune attività per giovani basate su quel tipo di espressione artistica sarebbero state molto convenienti per permettere anche una più proficua crescita interiore.

Così nel 1966, racconta, “formai il Gruppo di Danza Lan Yang (蘭陽舞曲), che poi si trasformò nel Centro Cattolico per i Giovani Lan Yang a Luodong nel distretto di Yilan (宜蘭縣羅東鎮). Eravamo pronti a sviluppare un’educazione alla danza che prendesse i migliori elementi culturali, soprattutto quelli appartenenti alle minoranze taiwanesi e aborigene, promuovendoli per un più ampio riconoscimento internazionale della ricchezza di questa bellissima isola”.

Un momento particolare risale al 1973: “Ricordo che in quell’anno abbiamo portato il gruppo a Roma, per una performance in Vaticano e per il ricevimento da parte di Paolo VI. Una bellissima esperienza! Questa era la prima volta per noi, e ci ha dato energia per continuare. Abbiamo fatto per sette volte il giro del mondo attraverso l’America Latina e gli Stati Uniti, l’Europa e diversi Paesi asiatici. Quando uscivamo, restavamo in trasferta per almeno tre mesi!”.

Nel 1991 il Gruppo di Danza Lan Yang è arrivato terzo assoluto al Festival Internazionale di Danza Folcloristica in Spagna: “Non era facile competere con organizzazioni molto più importanti e ricche di risorse economiche, ci siamo preparati con grande passione e abbiamo raggiunto quel risultato che non speravamo proprio!”.

E il futuro riserva nuove opportunità: “Stiamo lavorando con le associazioni che dipendono dall’Onu e dall’Unesco per poter valorizzare queste forme artistiche tradizionali. Fortunatamente, grazie all’impegno dei nostri collaboratori e donatori, abbiamo molti giovani impegnati nel proseguire con impegno costante il lavoro iniziato quasi 50 anni fa. Come i ragazzi di allora sono diventati dei leader per la generazione successiva, così i ragazzi oggi lo diventeranno per quelli della generazione seguente, questo fatto per me è molto incoraggiante”.

È importante notare, conclude il sacerdote, “come attraverso l’arte si possano comunicare i valori umani e cristiani più importanti. Penso a come Gesù usava le storie e le parabole per drammatizzare i suoi insegnamenti. Penso a tutta la tradizione artistica, secolare e religiosa, occidentale e orientale. Fortunatamente non si vive solo di ragionamento e di logica, la bellezza dell’espressione artistica spesso comunica molto di più di un difficile discorso”.

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