17/09/2007, 00.00
NEPAL
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I maoisti sparano sulla folla durante una festa hindu

di Kalpit Parajuli
Decine di feriti tra i fedeli, soprattutto donne, che celebravano la festa Teej. C’è chi parla di contrasti locali, ma militanti maoisti dicono che è una strategia per forzare le decisioni del governo. Il timore che vogliano tornare a usare la violenza.

Kathmandu (AsiaNews) – I maoisti sparano contro la folla che celebra la festa hindu Teej e feriscono decine di persone, la sera del 15 settembre ad Arunkhola, distretto di Nawalparasi (Nepal occidentale). Dopo un litigio con giovani locali, i militanti maoisti sono tornati in forze con due autoveicoli e motociclette e hanno aperto il fuoco contro i fedeli riuniti per la celebrazione presso un tempio, in gran parte donne. Due feriti sono in coma.

Hata Maya Gurung racconta che i militanti “hanno attaccato chiunque era presente, brandendo le loro pistole. I giovani presenti non avevano fatto nulla, stavano solo osservando i balli per la festa Teej”. Surya Subba, 40 anni, ricorda che un militante “mi ha puntato una pistola contro il petto e mi ha percossa”.

La festa Teej è dedicata alle donne, che chiedono un matrimonio felice e figli e purificano il loro corpo. Il primo dei tre giorni di festa le donne, indossati i migliori vestiti, si riuniscono per balli e canti rituali insieme, spesso fino ad oltre mezzanotte. Per questo alla festa c’erano soprattutto donne, che sono fuggite quando gli aggressori hanno aperto il fuoco.

Per protesta, i residenti hanno interrotto i trasporti, chiedendo la chiusura del quartier generale maoista locale, la punizione dei responsabili e l’indennizzo per i feriti. Il blocco è cessato solo dopo che i maoisti si sono impegnati a pagare 200 dollari a ogni ferito e a non compiere altre aggressioni. Il presidente dei maoisti “Prachand” Puspa Kamal Dahal ha detto di “non essere informato” dei fatti e ha promesso di “compiere accertamenti e che se risulteranno azioni sbagliate dei nostri militanti saranno presi provvedimenti contro i responsabili”.

Pare però che l’azione sia nata da una protesta contro il governo, cui i maoisti partecipano, al fine di “fare pressione sul governo perché dichiari il Nepal una repubblica”, come spiega ad AsiaNews il comandante dei maoisti della zona, “Pratiksha” Prakash Tapa.

Ma aumentano sempre più le preoccupazioni che i maoisti, pur essendosi uniti al governo, non vogliano rispettare i metodi democratici né l’accordo di pace firmato.

Dura condanna dell’episodio da parte dell’ufficio locale delle Nazioni Unite, che è anche addetto al controllo sul possesso e uso di armi.

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