12/07/2017, 12.14
CINA
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I cristiani di Hong Kong chiedono cure all'estero per Liu Xiaobo

Secondo il bollettino medico dell’ospedale di Shenyang le condizioni del dissidente sono critiche: il cancro al fegato è in fase terminale, in dialisi e in rianimazione. Ma i medici stranieri che hanno potuto visitarlo il 9 luglio hanno affermato che può ancora viaggiare. I cristiani di Hong Kong in base all'art. 33 della Costituzione cinese: "Il Paese rispetta e protegge i diritti umani dei cittadini", chiedono il rispetto per il diritto alla vita di Liu Xiaobo e per la sua scelta di curarsi all'estero.

Pechino (AsiaNews) - Il dissidente politico e Nobel per la pace Liu Xiaobo, ricoverato per un cancro al fegato mentre stava scontando una condanna a 11 anni di carcere, è stato dichiarato in condizioni critiche dalle autorità cinesi: il cancro al fegato è in fase terminale, è in dialisi ed è in rianimazione.

Ma il Centro di informazione per i diritti umani e la democrazia con base ad Hong Kong afferma che uno dei parenti di Liu ha riferito di un miglioramento delle sue condizioni dopo aver effettuato la dialisi. Tanto che la famiglia avrebbe rifiutato perfino che gli venissero applicate le macchine per il sostegno delle funzioni vitali. Tuttavia non è stato possibile confermare le informazioni ricevute per l’aumento della sorveglianza delle autorità. Sia in ambito ospedaliero che nei confronti dei membri della famiglia di Liu. Ciò per impedire loro di parlare con i media internazionali.

I medici stranieri che hanno potuto visitare il premio Nobel il 9 luglio hanno affermato che il dissidente cinese potrebbe ancora essere spostato in sicurezza per un trattamento di cura all'estero. Solo due settimane fa, Liu è stato trasferito nell’ospedale universitario di Shenyang, provincia di Liaoning.

Liu, scrittore e attivista, è il coautore di “Charta 08”, un documento firmato nel 2008 da 300 intellettuali, in cui si richiedeva uno stato libero, democratico e costituzionale, e per il quale è stato dichiarato colpevole di incitamento alla sovversione del potere statale nel 2009. Ha ottenuto il premio Nobel per la Pace nel 2010.

Intanto si moltiplicano gli appelli affinché Liu possa curarsi all’estero. "Dal momento che la condizione di salute di Liu Xiaobo ha raggiunto il momento più critico, esortiamo il governo centrale ad agire con umanità", si legge nella recente petizione firmata da 24 parlamentari di Hong Kong. Un’iniziativa per la quale si è mossa anche la comunità cristiana.

Di seguito il testo integrale dell’appello dei cristiani di Hong Kong:

Dichiarazione dei cristiani per consentire al signor Liu Xiaobo di andare all’estero per cure mediche.

Siamo cristiani di Hong Kong. Crediamo che ogni vita provenga da Dio e che ogni persona abbia una dignità intrinseca. Nessuno può privare gli esseri umani di questi diritti. Ogni nazione dovrebbe proteggere la vita del suo popolo e salvaguardarne il benessere. In base all'articolo 33 della Costituzione della Repubblica popolare cinese, il Paese rispetta e protegge i diritti umani dei cittadini. Per realizzare la propria responsabilità costituzionale chiediamo pertanto che il governo cinese:

1) rispetti il diritto umano, rispetti il diritto alla vita di Liu Xiaobo e la sua scelta di ricevere cure mediche all'estero

2) consenta e organizzi per il signor Liu Xiaobo e sua moglie un viaggio all'estero per eseguire il trattamento e le cure il più presto possibile.

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