20/07/2004, 00.00
HONG KONG – CINA
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Hong Kong spera nella democrazia, non nell'indipendenza

Hong Kong (AsiaNews/SCMP) – Per Rita Fan Hsu Lai-tai, presidente del Parlamento (Legco) e una degli esponenti più filo-cinesi, Hong Kong dovrebbe attendere 8 anni per l'elezione diretta del capo dell'esecutivo e 16 anni per il suffragio universale. Secondo il funzionario, l'ex colonia britannica non è ancora pronta per la democrazia e il governatore dovrà essere eletto quando i partiti saranno pronti ad appoggiarlo e otterranno la fiducia di Pechino .

"Ritengo che ci vorranno almeno 8 anni perché i partiti politici siano abbastanza maturi per aiutarlo a governare. Quindi suggerisco che il capo dell'esecutivo non sia scelto per elezione diretta almeno fino al 2012". La Fan ritiene che le riforme elettorali dovranno essere attuate con gradualità e il suffragio universale approvato solo a partire dal 2020.

Intanto, è stata sempre Hong Kong il centro dei colloqui tra il regista e attivista democratico John Shum Kin-fun, tornato per la prima volta in Cina dopo 15 anni, e le autorità cinesi. Sabato 17 luglio, si è conclusa la sua visita di 10 giorni a Pechino e Shanghai. Ai funzionari del governo Shum ha fatto presente che i democratici non hanno mai voluto l'indipendenza dalla Cina della ex colonia britannica: "Ho detto ai funzionari che – a quanto ne so io – nessuno dei miei amici del Partito democratico vorrebbe vedere Hong Kong indipendente". Il regista ha accennato ai suoi colloqui con i funzionari, che ha definito sinceri e cortesi: "Abbiamo parlato quasi di tutto…Quando capivo che loro non potevano affrontare un argomento, esprimevo le mie idee e poi passavo a un'altra questione". L'attivista, ex membro dell'Alleanza di Hong Kong a sostegno del Movimento patriottico democratico - che Pechino ha dichiarato sovversiva - ha chiesto anche una revisione dell'atteggiamento ufficiale verso il 4 giugno '89, quando centinaia di giovani che chiedevano riforme e democrazia sono rimasti uccisi in piazza Tiananmen sotto i carri armati. "Persisterò e scommetto che il governo cinese farà qualcosa su questo quando i tempi saranno maturi".

Per poter entrare in Cina, da dove era bandito per il suo appoggio al movimento democratico, Shum ha ricevuto un visto valido per un solo ingresso, ma gli è stato assicurato che otterrà anche un permesso di rimpatrio ufficiale, dopo questa breve visita.

John Shum Kin-fun è stato una delle figure chiave dell'Operation yellow bird (Operazione uccello giallo), una rete clandestina che ha aiutato attivisti e dissidenti del movimento democratico di Tiananmen a fuggire dalla Cina per scampare alla repressione del governo, che ha ucciso, messo in prigione o mandato nei campi di lavoro quanti hanno partecipato alla più grande mobilitazione per la democrazia della storia della Cina. (ThR)

 

 

 

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