15/06/2019, 09.47
CINA - HONG KONG
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Hong Kong 'è la peggiore minaccia alla stabilità della Cina comunista'

Il generale Xu Yuan, docente presso l'Università della Difesa dell'Esercito di liberazione popolare, ammette i timori dell'esecutivo cinese riguardo la situazione dell'ex colonia. Le libertà concesse dopo il 1997 “vanno revocate prima che sia troppo tardi”. La chiave dell'indottrinamento della popolazione “passa attraverso l'istruzione”.

 

 

 

Pechino (AsiaNews) – Hong Kong “è la peggiore minaccia alla stabilità della Cina continentale e del Partito comunista cinese. Il caos creato dai giovani nasce dalla troppa libertà concessa alla popolazione. È arrivato il momento per la Cina di agire”. Lo ha detto il generale Xu Yuan, membro dell'Esercito di liberazione popolare e docente presso l'Università della Difesa, nel corso del “2018 Annual Meeting of National Famous Teachers' Workshop Union”, che si è svolto a Chengdu il 5 novembre del 2018. Alla conferenza hanno partecipato circa 2000 persone, fra docenti e studenti di vari livelli. Il testo è emerso proprio mentre a Hong Kong la popolazione combatte per ottenere la revoca della legge sull'estradizione forzata. Di seguito ampi stralci del suo intervento (traduzione dal cinese a cura di AsiaNews).

Lo Xinjiang e il Tibet sono un punto debole per la Cina. A questo va aggiunta la “Rivoluzione degli ombrelli”, che mirava a ottenere l'indipendenza per Hong Kong. Le forze internazionali contrarie alla Cina vogliono trasformare Hong Kong in una testa di ponte per opporsi al Partito comunista.

I giovani stanno creando il caos, e la ragione principale è che i loro genitori sono cattive persone. Ma anche la loro istruzione rappresenta un problema.

Quando abbiamo ripreso Hong Kong, nel 1997, ho partecipato a uno studio sulle condizioni sociali dell'ex colonia insieme ai leader della guarnigione locale dell'Esercito di liberazione popolare. I fondamenti sociali di Hong Kong, per dire la verità basata sui fatti, sono i peggiori della Cina. Persino peggiori di quelli di Taiwan.

Nel suo libro “L'analisi delle varie classi sociali della società cinese”, il presidente Mao ha scritto: “Quando vuoi analizzare la situazione di una località, come prima cosa devi prendere in considerazione la composizione delle classi sociali e i vari status sociali”.

A Taiwan non ci sono tante persone davvero contrarie al Partito comunista: circa l'80% della popolazione locale è indifferente alla questione. Il restante 20% è composto da quelle persone che vennero all'epoca catturate dal Kuomintang (il Partito nazionalista sconfitto dai comunisti) e che sono state trasformate in soldati.

Hong Kong è differente. Quando l'abbiamo ripresa, analizzando la composizione della popolazione, abbiamo capito che questa è composta da tre tipi di persone. Il primo tipo è fatto dai nativi di Hong Kong e dai loro discendenti: educati nel sistema britannico, sono in qualche modo arroganti. Tuttavia non odiano poi così tanto la madre patria.

Il secondo tipo è il peggiore. È composto da coloro che fuggirono dalla Cina fra il 1949 e il 1950 dopo essere stati purgati, colpiti e privati di tutto dal Partito comunista. La maggior parte di queste persone odia il Partito con ogni fibra del proprio essere.

L'ultima tipologia di persone è rappresentata da coloro che soffrirono durante i Tre anni di Difficoltà (la grande carestia cinese che ha colpito il Paese fra il 1956 e il 1961). Sono fuggiti a Hong Kong chiedendo asilo durante la Rivoluzione culturale: come potete pensare che pensino bene del Partito?

Per riassumere, quando abbiamo ripreso Hong Kong abbiamo compiuto un grosso errore: abbiamo promesso che nulla sarebbe cambiato. E come avremmo potuto cambiare, se non de-colonizzando ogni cosa?

Dopo più di 20 anni, gli abitanti di Hong Kong usano ancora i libri di testo delle ex colonie britanniche. Quando abbiamo cercato di cambiare questi libri, i genitori non ce lo hanno permesso. Quindi perché i giovani, gli studenti, si comportano male? Perché i loro genitori sono cattivi. Non ci hanno permesso di cambiare le cose.

Il caos creato da questi giovani affonda le proprie radici nell'istruzione che hanno ricevuto. Il sistema educativo del Territorio rappresenta un problema.

Io credo che sia arrivato per noi il momento di agire. In passato abbiamo ricevuto una grande lezione: nel concetto “una nazione, due sistemi”, abbiamo enfatizzato troppo i “due sistemi” senza dare il giusto peso a “una nazione” [il concetto rappresenta la politica cinese nella gestione di Hong Kong dopo il 1997 ndt].

Lo scorso anno [nel 2017 ndt] è entrato in carica il nostro nuovo Capo dell'Esecutivo, Carrie Lam. Io credo che abbia fatto molto bene due cose. La prima è aver condannato in tribunale coloro che hanno partecipato a “Occupy Central” [la campagna di disobbedienza civile che mirava a riformare il sistema elettorale di Hong Kong]. La seconda, dall'inizio di quest'anno [il 2018], è stata quella di aver cambiato i libri di testo scolastico. È necessario che il Territorio adotti i testi in uso nella Cina continentale: come si può permettere che continuino a usare i testi britannici?

Dobbiamo educare queste persone. Qui dentro siete tutti educatori, quindi capite bene cosa intendo. Ma se volete istruire bene queste persone, non potete pensare di farlo in un anno o due. L'istruzione è un tema a lungo raggio.

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