01/08/2017, 14.27
VIETNAM
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Hanoi, occasione ‘d’oro’ per la forza lavoro, ma manca la formazione e il Paese invecchia

di Thanh Thuy

La popolazione attiva è il 68,4% di quella totale. La forza lavoro ha raggiunto i 63 milioni di persone. La produttività del lavoro e il miglioramento del sistema educativo sono le chiavi per lo sviluppo economico del Vietnam. Nel 2016 i vietnamiti con 65 anni e oltre rappresentano circa il 7% della cittadinanza, pari a 6,5 milioni di persone. Entro il 2040 il numero aumenterà di tre volte arrivando a 18,4 milioni, circa il 17% della popolazione. 

Hanoi (AsiaNews) – L’economia del Vietnam si trova ad affrontare un periodo di grandi opportunità, ma anche di serie sfide. Sebbene il Paese attraversi “un’età d’oro” in termini di quantità di forza lavoro, gli esperti mostrano preoccupazione per l’impatto dell’andamento demografico sul sistema produttivo. Il tasso di invecchiamento della popolazione vietnamita ha ormai raggiunto livelli di guardia, gettando ombre sulle prospettive economiche. A fronte di una rapida crescita, lo sviluppo della nazione è anche vincolato alla formazione della manodopera specializzata, ma dal governo mancano politiche adatte.

Il Vietnam ha oggi una popolazione di circa 95 milioni di persone e può definirsi di giovane struttura, dal momento che oltre il 60% dei cittadini ha un’età inferiore ai 35 anni. Recenti studi dimostrano tuttavia come il Paese stia raggiungendo la fine della sua “transizione demografica”, fase scandita da tre fattori: la diminuzione del tasso di fertilità, il calo della mortalità e l’aumento dell’aspettativa di vita. Di conseguenza, la popolazione infantile è diminuita, mentre è aumentata la forza lavoro e la popolazione anziana.

Ogni anno, nel Paese circa 1,2-1,3 milioni di giovani entrano nell'età lavorativa. Il Dipartimento generale per la popolazione e la pianificazione familiare riporta che la popolazione attiva (tra i 15 ed i 64 anni) è aumentata dal 53% al 68,4% di quella totale, raggiungendo i 63 milioni di persone e guadagnandosi l’appellativo di “popolazione d’oro”.

Negli ultimi due decenni, la disponibilità di una grande manodopera a basso costo ha rappresentato un volano per l’economia vietnamita. Ciò ha creato un'enorme domanda di occupazione, a cui però il governo non è riuscito a dare una formazione della forza lavoro adeguata per un efficace utilizzo delle risorse umane: non è stato attuato alcun piano per l’istituzione di scuole professionali. La continua e forte crescita economica del Vietnam richiede ora una maggiore produttività e una forza lavoro con le competenze tecniche necessarie per adattarsi al competitivo mercato globale.

Il rischio di una dipendenza dalla manodopera non qualificata e a costi ridotti è molto forte. Phạm Chi Lan, esperta di economia, afferma: “Ad oggi vi sono 178mila giovani che si sono laureati e non sono ancora occupati. Nei prossimi 20 anni o 30 anni, il governo deve sfruttare l'opportunità della ‘popolazione d'oro’ per aumentare la produttività del lavoro. Non possiamo più aspettare, se non vogliamo affrontare una regressione economica”.

Nguyễn Thế Phương, vice ministro della pianificazione e degli investimenti, ha dichiarato di recente: “il Vietnam deve cogliere l'opportunità della ‘popolazione d'oro’ per migliorare la produttività del lavoro. Questa opportunità non tornerà, ma qualora tornasse, dovremmo aspettare almeno 100 o 200 anni”.

Un’ulteriore minaccia alle prospettive economiche del Vietnam è rappresentata dal preoccupante tasso di invecchiamento della sua popolazione. Nel 2017, la popolazione vietnamita è entrata nella cosiddetta “fase di invecchiamento”. Lo riferisce uno studio del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (Unfpa). Secondo un rapporto della Banca mondiale, nel 2016 i cittadini vietnamiti con 65 anni e oltre hanno rappresentato circa il 7% della cittadinanza, pari a 6,5 milioni di persone. Tuttavia, entro il 2040 il numero aumenterà di tre volte arrivando a 18,4 milioni, circa il 17% della popolazione. Secondo un rapporto dell'Ufficio estero del Commonwealth del Regno Unito (Fco), la percentuale di natalità totale del Vietnam è di 2,09, al di sotto del valore necessario per il mantenimento della popolazione ai numeri attuali.

Nonostante decenni di politiche in favore di aborto e pianificazione familiare, le autorità vietnamite tentano ora di invertire la rotta e promuovere le nascite. Lo scorso 4 luglio, Nguyen Thien Nhan, a capo dell'unità del Partito comunista di Hanoi, ha invitato le donne ad avere almeno due neonati ciascuna. Egli ha avvertito le cittadine che il tasso di natalità attuale della città, pari a 1,46 bambini per donna, potrebbe in futuro bloccare la sua crescita economica. Nhan, che era capo del Comitato direttivo per la pianificazione della popolazione e della famiglia, ha dichiarato che è giunto il momento che la città implementi misure opportune.

A gennaio scorso, Nguyễn Thị Kim Tiến, ministro della Sanità, ha chiesto al governo di adottare una nuova politica per incoraggiare le donne ad avere più bambini. Egli ha affermato che il governo dovrebbe consentire alle coppie di avere il numero di bambini che vogliono, invece di attenersi alla politica dei due figli, che dal 2006 ha contribuito a frenare il tasso di natalità del Paese.

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