05/12/2014, 00.00
PAKISTAN

Invia ad un amico

Faisalabad, attivisti cristiani e musulmani uniti nella lotta per i diritti dei disabili

di Shafique Khokhar

Serve una legge che tuteli le persone affette da disabilità, un problema che riguarda - a vario titolo - il 15% della popolazione pakistana. Serve anche una commissione indipendente che vigili sull’applicazione della Convenzione Onu. Appello al governo per la creazione di una quota riservata a scuola e nel mondo del lavoro. A Lahore la polizia malmena due non vedenti.

Faisalabad (AsiaNews) - Il governo deve approvare una legge quadro, che si prenda cura dei problemi e delle necessità delle persone affette da disabilità, un problema che riguarda - a vario titolo - almeno il 15% della popolazione pakistana. Servono inoltre sforzi sinceri per riportare gli emarginati al centro della vita sociale del paese, mettendo fine alla privazione dei loro diritti e alla negazione delle tutele di cui avrebbero bisogno. A questo, si aggiunge la necessità di dar vita a una commissione indipendente, che vigili sull'applicazione della Convenzione Onu sulle persone con disabilità (Crpd), garantendo loro un ambiente più accessibile e libero da barriere architettoniche.

Sono queste le richiese avanzate dai partecipanti (cristiani e musulmani) alla conferenza, tenuta il 3 dicembre scorso, sullo "Stato dei diritti dei disabili in Pakistan", che si è celebrata in concomitanza con la Giornata internazionale dei disabili. A promuovere l'iniziativa il movimento Association of Women for Awareness and Motivation (Awam), in collaborazione con la CBID Network (Community Based Inclusive Development), la Beacon Foundation, la Society of disabled persons for rights and development (Sdprd) e la Pakistan Gender Coalition (PGC). 

Nazia Sardar, direttore Awam, auspica una "attitudine positiva" verso le persone affette da disabilità, che non devono essere valutate solo in base ai loro limiti e alle carenze psico-fisiche. L'attivista auspica il rispetto degli "standard minimi", perché possano condurre una vita "dignitosa" nel pieno rispetto dei diritti umani. 

Shazia George, in prima fila nella lotta per i diritti dei disabili, parla di leggi e politiche "inefficaci" in Pakistan, che non rispondono ai loro bisogni e alle loro necessità. All'esecutivo il compito di dar vita a "politiche e leggi comprensive", perché i principi stabiliti dalla Crpd si trasformino in "atto pratico" e vengano protetti da "ogni forma di privazioni e abusi". 

Infine Rana Yasir Nadeem, direttore di Beacon Foundation, auspica la creazione di una quota per i disabili nel settore dell'educazione e dell'impiego, pubblico e privato, anche nelle aziende, in proporzione con la loro incidenza sul totale della popolazione. "Il governo deve creare un ambiente favorevole - aggiunge - perché vi sia un facile accesso al trasporto pubblico, agli edifici e ai luoghi pubblici come le università, rimuovendo le barriere architettoniche". 

E mentre a Faisalabad si parlava di diritti dei disabili, il giorno stesso a Lahore la polizia ha picchiato in modo brutale due persone non vedenti, che protestavano davanti alla sede del Club della stampa cittadino. I poliziotti hanno pensato che i due volessero bloccare il corteo presidenziale e li hanno prima bloccati, poi malmenati. In realtà essi chiedevano maggiori diritti e tutele per i disabili nel mondo del lavoro e una quota di posti riservati ai portatori di handicap. 

 

TAGs
Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Cina, Paraolimpiadi al via, ma disabili discriminati sui luoghi di lavoro
04/09/2008
Faisalabad, cristiani e musulmani pro disabili: non promesse, ma pari opportunità
08/12/2012
Rayong: da oltre 10 anni, rifugiati thai lottano per la cittadinanza
07/05/2012
Vescovi filippini promuovono “istruzione e integrazione” per gli aborigeni
14/05/2009
India, attivista cristiano: "I nazionalisti indù offrono solo odio"
26/01/2006


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”