07/04/2008, 00.00
TIBET - CINA
Invia ad un amico

Due monaci tibetani si suicidano mentre la polizia invade i monasteri

di Nirmala Carvalho
La polizia cinese perquisisce i monasteri uno ad uno e arresta centinaia di monaci. Fa sfilare gli arrestati per le strade quale monito. Si suicidano due monaci, “colpevoli” di “pacifiche proteste”. Esuli tibetani: è solo quanto già accade da anni.

Dharamsala (AsiaNews) – Due monaci tibetani si sono suicidati, incapaci di opporsi all’oppressione cinese ogni giorno maggiore, con la polizia che invade uno ad uno i monasteri e arresta i monaci. Urgen Tenzin, direttore del Centro tibetano per i diritti umani e la democrazia, denuncia ad AsiaNews la protesta estrema di “Lobsang Jinpa [nella foto] del monastero di Ngaba Kirti (contea di Ngaba) il 27 marzo e di Legtsok, 75 anni, del monastero di Gomang, il 30 marzo”.

“Lobsang ha lasciato una lettera: ‘Ho guidato le pacifiche proteste [del 10marzo], sono soltanto responsabile per la protesta pacifica’. La polizia – denuncia Urgen – già prima del 25 marzo [data fissata ai dimostranti tibetani per “costituirsi”] ha  cominciato perquisizioni casa per casa. Il 28 e 29 marzo la Polizia armata del popolo cinese (Pap) e l’Ufficio di sicurezza pubblica (Psb) hanno perquisito il monastero di Kirti a Ngaba e arrestato 572 monaci”. “Hanno anche portato via qualsiasi mezzo di comunicazione –telefoni cellulari, videocamere e computer- accusando i monaci di essere in contatto con gli esuli tibetani”.

Urgen accusa che “nella filosofia buddista il suicidio non è corretto, ma questi monaci hanno fatto il passo estremo perché si sono sentiti senza alternative. I funzionari cinesi costringono i monaci a dissociarsi dal Dalai Lama e hanno persino portato loro via i suoi ritratti”, “hanno costretto con la forza i monaci a tenere la bandiera del Tibet o ritratti del Dalai Lama, per fotografarli e avere così la ‘prova’ dei loro crimini”.

“Il 28 marzo, hanno messo circa 30 tibetani arrestati su un autocarro militare e li hanno fatti sfilare per le vie della contea Ngaba per spaventare la popolazione. Tra loro c’erano due monaci di Kirti, Lobsang Tenzin e Lobsang Chodhar”. “Ai monaci non è nemmeno permesso imparare il buddismo tibetano, i tibetani nello stesso Tibet sono trattati come inferiori da migranti cinesi”.

La “caccia” ai monaci, monastero per monastero, è sistematica. “La sera del 29 marzo – prosegue – Pap e Psb hanno perquisito il monastero Taktsang Lhamo Kirti nella contea Dzoge e arrestato i monaci. Il 30 marzo hanno invaso il monastero Gomang (contea Ngaba) e arrestato circa 20 monaci”.

Urgen spera in un intervento della Commissione per i diritti umani dell’Onu, cui hanno mandato una petizione. "Queste vessazioni e violazioni di diritti sono commesse in Tibet da anni. Ma solo ora, grazie alla ribalta delle Olimpiadi, la comunità internazionale ne ha preso coscienza”.

TAGs
Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Continueranno per tutte le Olimpiadi, le proteste anti-Cina a Kathmandu
12/08/2008
Oltre 1.000 monaci e molti civili tibetani “scomparsi” dopo la repressione di marzo
26/09/2008
Inviato di Pechino critica il Nepal e l'Onu: Troppo teneri con le proteste tibetane
14/05/2008
Testimoni oculari raccontano le violenze a Lhasa del marzo 2008
23/07/2010
Le Nazioni Unite “giudicano” il rispetto dei diritti umani in Cina
09/02/2009


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”