08/02/2020, 09.00
TAIWAN
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Coronavirus: l’esclusione dall’Oms danneggia Taiwan

Guidati dagli Usa, molti Paesi chiedono che Taipei sia accolta nell’organizzazione. L’ostracismo di Pechino complica gli sforzi taiwanesi per contenere l’epidemia. Taipei accusa: voli dall’estero cancellati perché l’Oms definisce l’isola una regione della Cina.

Taipei (AsiaNews/Agenzie) – Il sostegno per l’accoglimento di Taiwan nell’Organizzazione mondiale della salute (Oms) continua a crescere. L’esclusione, dovuta all’ostracismo della Cina, che considera l’isola una provincia ribelle, starebbe complicando il lavoro delle autorità taiwanesi per contenere la diffusione del coronavirus di Wuhan. Gli specialisti di Taipei non possono partecipare alle riunioni di emergenza dell’Oms a causa delle continue pressioni cinesi sui vertici dell’organizzazione.

Al 7 febbraio, a Taiwan si sono registrati 16 casi di infezione. L’isola pagò già un considerevole tributo di vittime durante l’epidemia di Sars del 2002-2003. Le autorità locali hanno sospeso molti voli da e per la Cina per timore di ulteriori contagi. Le restrizioni riguardano anche i viaggi a Hong Kong e Macao. Bloccato anche il trasporto marittimo tra le isole Kinmen, Matsu and Penghu e la provincia cinese del Fujian.

Gli Stati Uniti, sostenuti da alcuni partner diplomatici di Taipei (Guatemala, Haiti, Honduras, Nauru, Saint Kitts and Nevis e le Isole Marshall, ma non il Vaticano), hanno chiesto all’Oms di aprire un canale diretto con le autorità sanitarie dell’isola e di coinvolgerle negli sforzi comuni per rispondere alla crisi epidemica.

Il governo taiwanese ha accusato l’Oms di fornire “inaccurate” informazioni sull’epidemia polmonare. Nei report dell’organizzazione Taiwan è indicata come parte integrante della Cina, e ciò avrebbe spinto Paesi come l’Italia e il Vietnam a sospendere i voli da e verso l’isola. Dopo le proteste del governo di Tsai Ing-wen, Hanoi ha rimosso il bando, mentre Roma lo ha mantenuto in vigore.

Anche l’Unione europea, il Canada, l’Australia e il Giappone hanno rinnovato la richiesta perché Taipei entri a far parte dell’Oms in qualità di Paese osservatore. Sin dal 2017, subito dopo l’elezione di Tsai alla presidenza, Pechino ha bloccato la partecipazione di Taiwan ai forum e alle attività dell’organizzazione. Il Partito democratico del popolo, guidato da Tsai, è accusato dalla Cina di volere l’indipendenza formale dell’isola dalla Cina continentale.

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