08/04/2020, 11.30
PAKISTAN
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Coronavirus: Kasur, attivista musulmano aiuta poveri cristiani discriminati

di Shafique Khokhar

Senza il suo intervento 120 famiglie morirebbero di fame. La moschea del villaggio si era rifiutata di distribuire gli aiuti ai cristiani. Shakeel Ahmed li ha salvati contattando alcune organizzazioni cattoliche. Con la quarantena per il coronavirus, tanti salariati a giornata perdono il lavoro.

Kasur (AsiaNews) – Senza l’aiuto di Shakeel Ahmed, un attivista musulmano per di diritti umani, 120 famiglie cristiane nel distretto di Kasur (Punjab) soffrirebbero la fame. Tutto il Pakistan è in quarantena per contenere la diffusione del coronavirus. Chiusi nelle loro case, non potendo lavorare, tanti pakistani – soprattutto i lavoratori a giornata – lottano per sopravvivere.

I contagiati nel Paese sono oltre 4mila, e 54 i decessi, ma il ritmo delle infezioni è accelerato negli ultimi giorni. In questa situazione, dopo tre settimane di blocco, molti cristiani sono stati discriminati nella distribuzione degli aiuti. Dopo il caso di una Ong di Karachi, che si è rifiutata di aiutare poveri indù e cristiani nell’area di Korangi (Sindh), le donazioni alimentari sono state negate anche ai cristiani nel villaggio di Sanda Kalan.

“Il cibo è stato consegnato solo ai musulmani”, racconta ad AsiaNews Ahmed. I cristiani che vivono in questa zona sono quasi tutti salariati che hanno perso il lavoro per la quarantena. Sono vulnerabili e rischiano la fame senza un sostegno esterno. Uno di loro, Zeshan Masihhas, dice di non aver guadagnato una rupia in più di due settimane. È rinchiuso in casa con la moglie e i figli, senza cibo né medicine.

Il 4 marzo, nella moschea del villaggio sono stati distribuiti aiuti tra i poveri. Lo sceicco Abdul Rahim Hamid, l’imam locale, ha organizzato la raccolta e la distribuzione delle razioni alimentari. Affamati, i residenti cristiani si sono presentati per ricevere la loro parte, ma sono stati respinti. È stato detto loro che gli aiuti erano solo per i 500 musulmani del posto.

A quel punto, Ahmed è intervenuto in loro soccorso. Egli ha contattato delle organizzazioni cristiane che hanno portato del cibo alla popolazione cristiana di Sanda Kalan. La distribuzione è avvenuta grazie alla collaborazione di alcuni attivisti locali. Ma c’è un disperato bisogno di altri aiuti per queste persone.

Per Ahmed, il trattamento ricevuto dai cristiani del suo villaggio è disumano e contrario agli insegnamenti dell’islam. Tutti devono essere aiutati, a prescindere dalla loro fede religiosa. Al riguardo, le autorità cattoliche del Pakistan, tra cui mons. Joseph Arshad, arcivescovo di Islamabad e Rawalpindi, hanno chiesto che ogni persona nel Paese sia protetta e aiutata.

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