14/09/2016, 09.00
SIRIA
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Conflitto siriano: Tiene la fragile tregua. L’obiettivo è la distribuzione di aiuti

L’inviato speciale Onu per la Siria Staffan de Mistura parla di “calo significativo” delle violenze. Dall’inizio del cessate il fuoco non si sono registrate vittime fra i civili. Restano focolai di tensione in alcune aree del Paese. Esclusi dalla tregua i gruppi jihadisti. Ora è necessario assicurare la consegna di cibo e generi di prima necessità. 

Damasco (AsiaNews/Agenzie) - L’inviato speciale Onu per la Siria Staffan de Mistura conferma il “calo significativo” delle violenze in Siria, registrato durante la prima giornata della fragile tregua sottoscritta da Stati Uniti e Russia e in vigore dalla sera del 12 settembre. Tuttavia, avverte il diplomatico delle Nazioni Unite, servono ulteriori sforzi per garantire la sicurezza dei convogli carichi di aiuti per le zone del Paese più in difficoltà. 

Il cessate il fuoco iniziato con la festa islamica del Sacrificio (Eid al-Adha) è l’ultimo di una serie di sforzi diplomatici messi in campo sinora da Washington e Mosca. L’obiettivo è cercare di arginare un conflitto quinquennale che ha causato, secondo le stime aggiornate, oltre 300mila morti (di cui 87mila civili) e milioni di profughi, originando una catastrofe umanitaria senza precedenti. 

L’accordo prevede la fine dei combattimenti fra le forze fedeli al presidente siriano Bashar al-Assad e i vari gruppi ribelli che operano sul terreno; esclusi dalla tregua i gruppi jihadisti, come lo Stato islamico (SI) e il Fronte di al Nusra. Usa e Russia proseguono il lavoro diplomatico per avviare una campagna comune contro questi ultimi obiettivi. 

Secondo quanto riferisce l’inviato speciale Onu de Mistura persistono alcuni focolai isolati di conflitto, in particolare nella notte fra il 12 e il 13 settembre; tuttavia nelle ultime 24 ore il quadro è positivo e non si sono registrate vittime fra la popolazione civile. 

Fonti locali ad Aleppo aggiungono che tanto nella zona ovest, sotto il controllo governativo, che nel settore orientale nelle mani dei ribelli non si sono registrati bombardamenti o lanci di razzi. Calma relativa si registra anche a Damasco e nei sobborghi ribelli; gli abitanti ne hanno approfittato per celebrare la festa islamica. 

L’Osservatorio siriano per i diritti umani, gruppo attivista con base a Londra e una fitta rete di informatori sul terreno, riferisce di combattimenti fra le forze governative e il gruppo jihadista Jund al-Aqsa nella provincia centrale di Hama. 

Intanto da più parti giungono testimonianze di cittadini sollevati dalla tregua, dopo mesi di intensi combattimenti. “Di solito trascorriamo la notte svegli per il rumore degli aeroplani, ma grazie a Dio questa notte abbiamo potuto dormire” ha affermato l’attivista Hassan Abu Nuh, nell’area di Talbisseh nelle mani dei ribelli. 

Nella zona orientale di Aleppo i bambini hanno corso per le strade, alcuni ne hanno approfittato per giocare a pallone. “La tregua è una cosa buona - afferma Abu Jamil, residente nell’area - ora aspettiamo che arrivi anche del cibo”. 

Al momento nessun convoglio ha potuto distribuire aiuti. L’obiettivo delle Nazioni Unite è la creazione di corridoi umanitari per facilitare l’ingresso e la consegna di cibo, medicinali e generi di prima necessità. 

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