18/04/2018, 11.34
MYANMAR
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Con l'amnistia, liberati due pastori battisti Kachin in carcere da 16 mesi

Avevano assistito alcuni giornalisti a documentare un bombardamento dell’esercito su una chiesa cattolica. Sequestrati per settimane, erano stati arrestati nel gennaio 2017 e condannati ad ottobre per presunte affiliazioni con i ribelli del Kachin Independence Army (Kia). Si intensificano gli scontri armati tra l’esercito etnico e le Forze di Naypyitaw. Ursula Mueller, alto funzionario Onu: “In Kachin una crisi umanitaria dimenticata”.

Naypyitaw (AsiaNews/Agenzie) – Tra i beneficiari dell’amnistia annunciata ieri per volere del neo-eletto presidente Win Myint, le autorità birmane hanno rilasciato due leader religiosi battisti di etnia Kachin (foto). Dumdaw Nawng Lat, 67 anni, e Langjaw Gam Seng, 35, hanno trascorso più di 15 mesi in detenzione dopo aver assistito alcuni giornalisti a documentare un bombardamento aereo delle Forze armate di Naypyitaw, che nel novembre 2016 ha distrutto una chiesa cattolica nel nord dello Stato Shan.

Il perdono presidenziale è coinciso con il tradizionale Capodanno birmano. Esso è stato concesso a 8.490 cittadini del Myanmar e 51 stranieri. Il portavoce presidenziale Zaw Thay ha dichiarato che i detenuti interessati sono soprattutto anziani, malati e persone condannate per droga. Ad essi si si aggiungono anche 36 prigionieri politici indicati da un’organizzazione per i diritti umani, l’Assistance Association for Political Prisoners (Aapp), e quasi 2mila membri delle forze armate e di polizia del Myanmar, reclusi ai sensi della Legge militare o della Legge disciplinare di polizia.

I due pastori, che hanno varcato ieri i cancelli della prigione di Lashio, nel nord del Myanmar, erano stati sequestrati per settimane dall’esercito birmano e arrestati nel gennaio 2017. Nell'ottobre dello stesso anno, la corte distrettuale della città aveva condannato Dumdaw Nawng Lat, assistente pastore della Kachin Baptist Convention (Kbc), a 51 mesi di carcere e Langjaw Gam Seng, leader giovanile della Kbc, a 27 mesi per presunte affiliazioni con il Kachin Independence Army (Kia). Il tribunale ha punito Dumdaw Nawng Lat anche per diffamazione, accusandolo di aver fornito informazioni sui raid aerei dell’esercito durante un'intervista telefonica con Voice of America il primo dicembre 2016.

Il Kia, esercito ribelle della minoranza etnica di religione cristiana e per questo perseguitata, è una delle numerose milizie con cui il governo civile guidato da Aung San Suu Kyi sta cercando di porre fine a decenni di guerra civile, attraverso una serie di negoziati di pace lanciati nell'agosto 2016. Tuttavia, nelle ultime settimane si sono intensificati gli scontri armati tra i ribelli e le forze governative nello Stato di Kachin. Due giorni fa, l'ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari umanitari ha riferito di conflitti in corso nei villaggi di Tanai, Hpakant, Myitkyina, Momauk e Moegaung, e intorno a Laiza, il quartier generale della Kia e sede di circa 11mila sfollati.

Si stima che 90mila sfollati interni attualmente risiedano in 164 campi profughi nello Stato di Kachin, con oltre 38mila nelle aree sotto il controllo del Kia. Il governo del Myanmar continua ad imporre severe restrizioni agli aiuti umanitari per la popolazione, di fede cattolica per circa il 45%. L'8 aprile, in seguito a una missione di sei giorni in Myanmar, il segretario generale aggiunto per gli Affari umanitari dell’Onu e vice coordinatore per le emergenze, Ursula Mueller, ha definito il conflitto in Kachin “una crisi umanitaria dimenticata”.

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