29/09/2015, 00.00
SRI LANKA
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Catechisti dello Sri Lanka, essere “testimoni viventi” di Dio per formare buoni individui nella società

di Melani Manel Perera
Il 27 settembre si è celebrata la Giornata nazionale del catechismo. Catechisti dell’arcidiocesi di Colombo: “L’insegnamento del Vangelo è un’opportunità unica per far conoscere Dio ai bambini”. Preside della scuola domenicale: “Dobbiamo essere i primi fedeli di Cristo, perché non possiamo trasmettere e testimoniare agli altri quello che non è in noi”. Il ruolo dei catechisti nella società contemporanea, “guide e protettori” dei fanciulli.

Colombo (AsiaNews) – Insegnare il catechismo “è un dono di Dio. È anche un impegno a creare buoni individui all’interno della società. È un servizio reso con piacere, non per lavoro, che porta noi stessi catechisti ad una crescita personale. Oggi nello Sri Lanka questo servizio è necessario più che mai”. È l’opinione condivisa dei catechisti cattolici del Paese, che hanno celebrato il 27 settembre la Giornata nazionale del catechismo. Erampa Fernando, Chaminda Costa e Sajith Perera, insegnanti alla Wewala Daham Pasala (scuola domenicale) dell’arcidiocesi di Colombo, riferiscono ad AsiaNews: “È un dono di Dio servire come catechisti ai bambini, perchè le basi del catechismo hanno un enorme valore e significato”.

Erampa Fernando, preside della scuola, spiega la rilevanza dell’opera dei catechisti, che devono essere i primi “testimoni viventi” della parola di Dio. “ll catechismo – dice la donna – è un’opportunità unica per introdurre Dio nella vita di una persona, per parlare di Gesù agli altri. Quando noi ‘insegniamo’ Dio alle persone, dobbiamo essere i primi fedeli e vivere secondo il suo insegnamento. Perché non possiamo trasmettere e testimoniare agli altri quello che non è in noi. Altrimenti mentiremmo a Dio e a noi stessi e inganneremmo anche bambini innocenti”.

Chaminda Costa, insegnante alla stessa scuola, conferma: “Se io non metto in pratica a casa quello che insegno ai bambini nella scuola della domenica, non posso parlare secondo la mia coscienza”. Per esempio, sottolinea l’uomo, “se io non prego, o non recito il Rosario ogni giorno a casa con mia moglie e i miei figli, come potrei dire ai bambini di pregare tutte le sere il Rosario con le loro famiglie?”.

Dello stesso parere anche p. Jayashantha Perera, del Seminario nazionale, che durante la Messa domenicale ha affermato: “Con il catechismo si presenta Gesù agli altri. Perciò ogni vostra parola, gesto, comportamento, non deve rompere o distruggere la fede degli altri. Non dovete rendere gli altri peccatori e le vostre vite devono essere consacrate agli altri senza divisioni di razza, casta, religione”. Il sacerdote ha poi raccontato di come da piccolo disdegnasse l’insegnamento, mentre ora è un educatore stimato. Egli ha anche vinto il premio “Regional wise good Teacher” per l’anno 2014.

Secondo Erampa, che insegna da 17 anni, il ruolo dei catechisti ha assunto un valore fondamentale nella società contemporanea dello Sri Lanka, dove “ogni giorno sentiamo notizie dell’uccisione di bambini innocenti, di abusi sessuali nei loro confronti, perpetrati a volte anche dagli stessi genitori, parenti, o vicini di casa”. Purtroppo “non possiamo aspettarci molto dalle scuole. Quindi dobbiamo porre attenzione maggiore durante la scuola domenicale. In quanto catechisti abbiamo la grande responsabilità di guidare e proteggere i bambini del nostro Paese”.

Infine, Sajith Rukshan Perera, un altro insegnante di 25 anni, conclude: “Siamo veramente grati a Dio per averci scelti come catechisti nella nostra parrocchia. Siamo molto orgogliosi del lavoro che svolgiamo”.

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