18/10/2004, 00.00
VATICANO
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Card. Martino, potenti lobby contro la voce del Papa

Una "nuova inquisizione" laicista, "piena di soldi e di arroganza" vuole rendere irrilevante la difesa della vita e della famiglia.

Città del Vaticano (AsiaNews) - Potenti lobby culturali, economiche e politiche, "mosse prevalentemente dal pregiudizio verso tutto quello che è cristiano" contrastano, quando non riescono a soffocare l'ascolto degli interventi del Papa, i quali "mentre da una parte affermano che l'azione ecclesiale per i diritti umani può essere particolarmente feconda per l'annuncio e la testimonianza dell'amore di Dio per ogni uomo, dall'altra denunciano il fatto che tali diritti si inscrivono sempre più dentro perimetri culturali assai insidiosi".

Per la prima volta in modo così esplicito, il Vaticano ha lanciato oggi il suo "J'accuse" contro quell'insieme di interessi, strutturati e non, che, soprattutto nel mondo occidentale, ma anche dovunque se ne segue il modello culturale, lotta per affermare l'irrilevanza del pensiero cristiano. Occasione per l'intervento del cardinale Renato Martino, uomo di vasta e profonda esperienza internazionale (è stato anche nunzio all'Onu) la presentazione, in Vaticano del volume "Jean-Paul II et les enjeux de la diplomatie pontificale", una antologia di testi dal '78 al 2003, raccolti dal nunzio in Venezuela Andre' Dupuy.

"Con dispiacere" il cardinale, dopo aver illustrato l'instancabile impegno del Papa per la difesa dei diritti umani, a partire da quello fondamentale alla vita, ha affermato che al giorno d'oggi "le voci del Santo Padre e della Chiesa cattolica sono poco ascoltate, soprattutto negli ambiti continentali dei Paesi ricchi e benestanti, quando addirittura non vengono deliberatamente fatte sparire, sommergendole nel frastuono e nel baccano orchestrati da potenti lobbies culturali, economiche e politiche mosse prevalentemente dal pregiudizio verso tutto quello che è cristiano. Basta pensare alla disinvolta e allegra maniera con cui queste lobbies promuovono tenacemente la confusione dei ruoli nell'identità di genere, sbeffeggiano il matrimonio tra un uomo e una donna, sparano addosso alla vita fatta oggetto delle più strampalate sperimentazioni. A finire sul banco degli imputati di queste lobbie, nuove sante inquisizioni piene di soldi e di arroganza, è soprattutto la Chiesa cattolica e i cristiani verso i quali ogni metodo è lecito se serve a zittirne la voce: dall'intimidazione al disprezzo pubblico, dalla discriminazione culturale all'emarginazione. La Chiesa, forte della forza che le viene dal Signore e della sua bimillenaria esperienza, continuerà ad annunciare il Vangelo della salvezza, predicando la piena verità dell'uomo contro tutti i relativismi e gli oscurantismi dell'illuminismo post-moderno".

Il fatto è che, nel pensiero della Chiesa, i diritti non hanno la loro fonte "in un soggettivismo individualista", come vuole la cultura laicista, ma "in una verità oggettiva: la trascendente dignità della persona. Tali diritti, inoltre, si inscrivono in quella Legge naturale da cui traggono la loro forza, e quindi essi presuppongono sempre il dovere, come ambito al di fuori del quale i diritti si trasformano in arbitrio".

E anche se il cardinale Martino ha preferito non rispondere alla richiesta dei giornalisti di spiegare a quali "sante inquisizioni" si riferisse, le stesse domande hanno finito per essere esemplificazioni del suo pensiero. Così, gli sono state poste domande sulle proposte del governo spagnolo sulle coppie gay ed anche sul caso Buttiglione. Sulla vicenda del parlamentare italiano al Parlamento europeo, il cardinale ha detto che la Chiesa è "preoccupata" e che visto che "il Parlamento europeo e' composto di cattolici, cristiani e esponenti di altre religioni, vorrei sentire - ha detto - anche l'esperienza di tutti". Proprio sulla base della sua esperienza all'Onu, il porporato ha poi ricondotto "il tentativo di cacciare la Santa Sede dalle Nazioni Unite" al fatto che "la Santa Sede ha sempre difeso la vita e combattuto l'aborto". Sempre a proposito di Onu, egli ha affermato che una riforma dell'Onu appare comunque "necessaria", visto che il Consiglio di sicurezza è stato pensato negli anni Sessanta, mentre oggi l'Onu è composta da 191 Stati, ma che non spetta al Vaticano entrare nel dettaglio concreto.

A una domanda, infine, se ci sia stato un intervento del Vaticano per favorire la liberazione di Simona Pari e Simona Torretta, le due italiane rapite in Iraq, mons. Pietro Parolin, sottosegretario per i rapporti con gli Stati, ha dato una implicita conferma, affermando che "in tutte le vicende del conflitto iracheno la Santa Sede si è adoperata, specialmente nel caso di ostaggi e rapiti, e ha dato tutto il suo appoggio, attraverso soprattutto la Chiesa locale e il nunzio, per uscire da tali situazioni". (FP)

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