06/12/2012, 00.00
CINA
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Bao Tong: Cosa aspetta Wen Jiabao per fermare la corruzione?

di Bao Tong
Il primo ministro uscente ha fatto tante cose buone, ma nessuna di esse resterà negli annali della storia. Ora ha però l’opportunità di rimanere nella memoria collettiva come l’uomo che ha salvato la Cina. Per sfruttarla deve far approvare una vera legge anti-corruzione, il problema più grave che affligge la nostra nazione. Se non lo farà, rischia di vedere il Partito e lo Stato collassare. L’analisi del grande dissidente (traduzione a cura di AsiaNews).

Pechino (AsiaNews/Rfa) - La Cina ha molto sofferto per colpa dei funzionari corrotti. Eppure la proposta di approvare una "legge raggio di sole" che imponga ai leader e ai funzionari di dichiarare la propria ricchezza personale viene respinta anno dopo anno. Posiamo l'orecchio sulle scale, ma non arriva alcun visitatore. Questo è molto strano. Direi addirittura incomprensibile, a meno che - ovviamente - non ci sia qualcuno di molto potente che da dietro le scene si stia impegnando per bloccarla. Se queste persone molto potenti stanno puntando i piedi, allora è probabile che continueranno a puntarli fino a che il Partito non crollerà e lo Stato collasserà.

Il Segretario generale Xi Jinping è in gravi ambasce. Nel suo discorso inaugurale, mentre stava avvertendo del pericolo del collasso del Partito e dello Stato, ci ha anche ammonito con solennità: "I discorsi oziosi colpiscono la nazione, mentre le azioni attuali vanno a suo beneficio". Un discorso ozioso sulla corruzione ferisce la nazione, ma in verità fare qualcosa a proposito sarà di beneficio.

Se abbiamo l'intenzione di fare davvero qualcosa, allora dovremo affrontare un mare di problemi. La "legge raggio di sole", come è stata presentata all'Assemblea nazionale del popolo, dovrebbe essere il primo mattone di questo processo. Senza questa risoluzione, allora tutto questo parlare di "fare qualcosa", di colpire, di combattere la guerra del popolo contro la corruzione verrà davvero ridotto a un discorso inutile che colpisce la nazione.

Fra tutte le persone che il Segretario generale Xi ha reso ansiose, il premier Wen Jiabao è quello più in ansia. Da quello che so del suo passato, ha fatto molte cose buone. Ma mentre si avvicina la fine del suo mandato, tutto quello che lascia è il suo ultimo inchino. Se perde l'opportunità, se ne andrà con nient'altro se non umiliazione e vergogna. Se stesse preparando un nuovo sistema che impone ai leader a ogni livello di governo di denunciare il proprio benessere e quello delle loro famiglie, le intenzioni di Wen Jiabao sarebbero chiare.

Ancora di più, un ordine di questo tipo porterebbe il suo nome nei libri di storia come l'uomo che è riuscito a fare ciò che [l'ex premier caduto in disgrazia] Zhao Ziyang non è riuscito a fare, colui che è riuscito a mettere paura a l'intero corpo burocratico corrotto e che ha salvato gli onesti dal timore di attacchi non provocati. E ancora di più, cosa ancora più importante, una legge del genere sarebbe la pietra miliare nel viaggio della Cina verso un vero sistema anti-corruzione: il suo promulgatore rimarrebbe nella storia del Paese.

È chiaro che, da solo, il premier Wen non potrebbe posare questa pietra miliare. Deve sapere che Zhao Ziyang aveva portato la sua proposta di denunciare il benessere personale della leadership davanti alla Commissione permanente del Politburo e davanti al Politburo in seduta plenaria fra l'8 e il 10 maggio del 1989, e che non è riuscito a farla approvare perché non aveva abbastanza sostegno e perché [l'allora leader supremo] Deng Xiaoping vi si oppose in maniera adamantina.

Quindi il vero problema risiede nel bilanciamento del potere alle più alte sfere della leadership e se questo sia o meno diverso da 23 anni fa. Come possiamo spiegarlo? Innanzitutto, il primo plenum del 13mo Congresso del Partito approvò una risoluzione che dava a Deng Xiaoping l'ultima parola "sulle questioni di grande importanza". Questa risoluzione non esiste più, e questo è un motivo per il quale festeggiare, un fattore che lo stesso Hu Jintao ha offerto come esempio.

Al secondo posto c'è il fatto che negli anni Ottanta la vecchia guardia del Partito sosteneva un uomo che aveva sangue rivoluzionario nelle vene. Deng Xiaoping, che entrò nei ranghi del Partito negli anni Cinquanta, e Chen Yun, che faceva parte della struttura della leadership centrale sin dagli anni Trenta, erano ancora con noi.

Chi, nella vecchia guardia attuale, potrebbe dire di aver versato il sangue per la Rivoluzione? Inoltre, con l'eccezione di una singola persona che si trova nel nucleo centrale della leadership, non c'è un singolo membro della 17ma Commissione permanente del Politburo - ma neanche della 16ma, 15ma o 14ma - che possa rivaleggiare con [il presidente] Hu Jintao. Non si presume che Hu possa interferire in maniera diretta nella politica, ma chi altro c'è a rischiare l'ignominia universale?

Al terzo posto va ricordato che il Segretario generale Xi Jinping ha un modo di fare fermo. Prende sul serio i propri compiti, e per lui non esiste l'idea di tornare indietro. E io non credo che vi siano, fra gli altri membri della Commissione permanente del Politburo, dei banditi che stiano cercando di ottenere la distruzione del Partito e dello Stato.

Se il premier Wen decidesse di orchestrare la proposta per una "legge raggio di sole", compirebbe un atto saggio e disinteressato. Non c'è dubbio inoltre che si tratterebbe di una strategia vincente, perché otterrebbe il sostegno della popolazione che si oppone alla corruzione e di tutti quei funzionari pubblici che mostrano pentimento. Inoltre sarebbe la fine perfetta per la sua carriera politica. Questa "legge raggio di sole" è di enorme importanza e potrebbe salvare questa nazione. Tutti gli altri problemi diventano insignificanti al suo cospetto. È un'opportunità che si presenta solo una volta ogni 3mila anni. Cosa stiamo aspettando?

 

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