11/06/2018, 12.07
SINGAPORE
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Arcivescovo di Singapore: una preghiera per la pace e per il summit fra Kim e Trump

“Possa questo essere l’inizio di un continuo sforzo per costruire relazioni forti, libere dal carico della paura e dal peso del sospetto”. L’emozione dei cittadini di Singapore. Un’opportunità per l’isola-Stato di “dare un contributo alla storia”. Knca: stabilire nuove relazioni fra i due Paesi, per la pace e la denuclearizzazione della penisola coreana. La Casa Bianca risponde: fonte di ottimismo.

Singapore (AsiaNews) – Oltre alla sua collocazione geografica strategica, “i cittadini di Singapore sono emozionati all’idea di essere parte dello storico summit – il primo fra un presidente degli Stati Uniti in carica e il leader della Repubblica democratica popolare di Corea”. Commenta così André Ahchak, direttore delle comunicazioni dell’arcidiocesi di Singapore, l’emozione con cui la Chiesa di Singapore attende il summit di domani fra Kim Jong-un e Donald Trump. “È un’opportunità per la nostra piccola isola-Stato multi-etnica, multi-religiosa e multi-lingue di dare un contributo alla storia e, ancora più importante, a una possibile pace regionale e del mondo”.

È con questa speranza che la scorsa settimana mons. William Goh, arcivescovo di Singapore, ha chiesto che fosse composta una preghiera per la buona riuscita del summit.

Questa è l’orazione diffusa “in tutta l’arcidiocesi attraverso mezzi tradizionali e con i social media”:

“Padre che sei nei Cieli, ti chiediamo la manifestazione della Tua grazia sullo storico summit fra Usa e Corea del Nord, qui a Singapore il 12 di giugno. Noi tutti desideriamo vivere in un mondo dove vi è pace, amore fraterno, attenzione e carità l’uno per l’altro. Senza pace, non ci può essere sicurezza, progresso e futuro per l’umanità.

Signore, Ti preghiamo perché illumini i leader politici a lavorare per la pace, la giustizia e l’ordine sociale nel mondo. Possa questo essere l’inizio di un continuo sforzo per costruire relazioni forti, libere dal carico della paura e dal peso del sospetto. Possano le nazioni imparare a fidarsi l’una dell’altra e lavorare per la pace del mondo per tutti gli esseri umani.

Madre benedetta, sei il nostro Specchio di Giustizia e Sede della Sapienza, affidiamo a te il summit. Spirito Santo, guida i leader e i funzionari così che ‘un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciteranno più nell'arte della guerra’. (Is 2:4).

Chiediamo questo per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo, Tuo Figlio che vive e regna con Te e lo Spirito Santo, unico Dio nei secoli dei secoli. Amen”.

Intanto, l’attesa per il summit volge al termine. I due leader sono atterrati ieri sull’isola. Oggi, dopo aver festeggiato (con tre giorni di anticipo) il proprio compleanno, Trump ha telefonato al presidente sudcoreano Moon Jae-in.

I media nordcoreani hanno scritto in maniera estesa della partenza di Kim Jong-un. La Kcna ha riportato che il vertice affronterà le problematiche per lo stabilimento di “nuove relazioni” fra i due Paesi. La Casa Bianca ha accolto le parole dell’agenzia ufficiale nordcoreana, definendole una “fonte di ottimismo”.

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