01/11/2018, 08.00
COREA DEL NORD
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Appello da Pyongyang: Più libertà per le imprese private

Un articolo apparso sul quotidiano ufficiale del Partito chiede al regime di cambiare la propria politica economica centralista e aprire alla libertà di impresa. Caduto il comunismo internazionale e raffreddati i rapporti con Pechino, la Corea del Nord deve dimostrare di potersi sostenere da sola.

Pyongyang (AsiaNews) – Il regime nordcoreano “deve cambiare la sua politica economica per permettere maggiore indipendenza e libertà alle imprese private e assicurarsi la responsabilità dei lavoratori. Dobbiamo puntare sulle imprese per migliorare”. Lo scrive Ri Ki-song, economista e professore presso l’Istituto di economia dell’Accademia delle Scienze sociali di Pyongyang, in un articolo apparso sul giornale ufficiale del Partito comunista nordcoreano.

La cosa importante, sottolinea il docente sul Rodong Sinmun, “è prendere misure forti e soprattutto pratiche in modo che le imprese socialiste – le unità di base della produzione nazionale – possano dimostrare iniziativa e creatività. Le condizioni economiche e legali vigenti devono essere migliorate, in modo che la gestione d’impresa possa divenire davvero rilevante”.

Queste condizioni “devono essere applicate in primo luogo all’industria carbonifera, termale, alla chimica e alla metallurgia. Dopo dovrebbe arrivare la modernizzazione dei settori relativi all’industria tecnologica avanzata: quella dell’informazione, la nanotecnologia e la biotecnologia. Serve una nuova industria high-tech”.

L’articolo del docente segnala quanto meno una nuova fase nel processo economico nordcoreano. Sin dalla sua fondazione, infatti, la Corea del Nord ha affidato l’economia al Partito dei lavoratori e – in un’ultima analisi – alle decisioni della famiglia Kim al potere dal 1953. Questa scelta si è dimostrata disastrosa: le carestie che si sono susseguite negli anni Novanta hanno mostrato una debolezza strutturale sempre negata dal regime, che vi ha supplito grazie agli aiuti di Stato concessi da Russia e Cina.

Con la caduta del comunismo internazionale e il raffreddamento dei rapporti bilaterali con Pechino, oggi Pyongyang sembra davvero intenzionata a praticare una vera rivoluzione del sistema produttivo aprendo di fatto le porte al capitalismo e al rischio di impresa.

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