26/03/2020, 08.15
ASIA CENTRALE
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Anche l’Asia centrale nel turbine del coronavirus

di Vladimir Rozanskij

Il Kazakistan annuncia 49 casi; il Kirghizistan 42; l’Uzbekistan 55. Quarantena, controllo militare e aiuti economici. Nur-Sultan promette 300 miliardi di tenge (circa 700 milioni di dollari) per creare 200 mila nuovi posti di lavoro. Ad Almaty processioni in automobile con la reliquia della Croce e dei santi Nicola e Luka Vojno-Jasenetskij.

Mosca (AsiaNews) - L’infezione del coronavirus ha raggiunto anche il Kazakistan. da metà marzo ad oggi sono stati accertati 49 casi: 22 ad Almaty, 25 nella capitale Nur-Sultan e 2 a Karaganda, terza città del paese. il presidente Kasym-Zhomart Tokaev ha annunciato lo stato di emergenza, invitando tutti a stringersi nella lotta alla pandemia e promettendo misure economiche di sostegno al sistema sanitario e al mercato interno del Paese. In particolare, 300 miliardi di tenge (circa 700 milioni di dollari) verranno destinati alla creazione di 200 mila nuovi posti di lavoro di interesse sociale.

L’arrivo del coronavirus era atteso in Kazakistan fin dal 10 marzo, quando il capo del servizio sanitario Zhandarbek Bekshin, basandosi su analisi matematiche, aveva dichiarato che secondo gli specialisti la nuova malattia si sarebbe “finalmente” manifestata nel Paese tra l’11 e il 16 marzo. A motivo di queste dichiarazioni troppo esplicite e “brutali”, Bekshin è stato quindi declassato a vice-presidente del servizio, la cui guida è passata al dottor Ajzhan Esmagambetov.

I pazienti originali pare siano stati due cittadini kazaki rientrati dalla Germania lo scorso 13 marzo, e altre due donne tornate lo stesso giorno da Milano via Mosca. Due giorni dopo sono state introdotte le prime misure di contenimento e chiusura, soprattutto nella capitale Nur-Sultan. Il ministro del commercio ha dichiarato che verranno imposti prezzi speciali per la maggior parte dei prodotti industriali, anche se questa “viola le regole dell’economia di mercato”. Dal 23 marzo il ministro dello Sviluppo sociale, Dauren Abaev, ha iniziato a tenere regolari conferenze-stampa con i giornalisti per informare la popolazione dell’evoluzione della crisi. Agli stranieri residenti in Kazakistan per lavoro è stato prolungato il visto di soggiorno per 30 giorni. La vendita dei prodotti alimentari è stata razionata (ad esempio, non si possono comprare più di 5 litri d’olio e 5 chili di prodotti raffinati come lo zucchero, la farina e i cereali).

Negli ospedali è stata introdotta la quarantena per tutti, con il divieto di visitare gli ammalati per chiunque non sia medico o paramedico; vietate anche le fotografie e i video negli ospedali e luoghi di cura. A fronte di una possibile estensione del virus, si passerà al livello successivo, praticamente il coprifuoco per tutti e la trasformazione degli alberghi in ospedali; le modalità di sepoltura dei defunti verranno decise dagli organi amministrativi statali e locali. Il governo del Kazakistan ha deciso anche di bloccare per tre mesi l’importazione di benzina e altri carburanti dalla Russia, a causa del calo di utilizzo degli stessi.

Il metropolita ortodosso russo di Almaty, Aleksandr (Mogilev), massima autorità ecclesiastica ortodossa del Paese, ha iniziato da martedì una processione regolare in automobile attorno alla città, recitando un apposito moleben per la liberazione dall’epidemia e cospargendo il territorio con l’acqua santa. Sulle macchine processionali sono stati portati oggetti sacri come la croce con la reliquia della Santa Croce di Cristo, lo scrigno con un frammento della cintura della Madonna e altri con le reliquie di San Nicola e di altri santi, come il famoso santo medico Luka (Vojno-Jasenetskij), apostolo dell’Asia centrale durante il periodo delle purghe staliniane.

Anche il Kyrgyzstan, nel pieno della “rivoluzione di primavera” contro il regime al potere, ha rafforzato le misure di controllo che erano già in atto a causa delle manifestazioni di piazza delle ultime settimane. Il governo ha dislocato speciali divisioni dell’esercito attorno alle principali città (Biškek, Osh, Jalal-abad e le provincie di Nookat, Kara-Suysk e Suzak). In tutte queste zone è stato imposto il coprifuoco dalle 20.00 alle 7.00, con divieto totale di uscire in strada senza speciale permesso. Nel Paese sono stati rilevati 42 casi di Covid-19.

In Uzbekistan è stato elaborato uno speciale sistema di verifica per la presenza del coronavirus nelle persone, come ha comunicato il ministero della salute locale. Per la sua elaborazione è stato impiegato un mese, mettendo a punto una procedura che richiede 5-6 ore. Non si tratta infatti di un test rapido, ma una verifica completa che si può svolgere soltanto in appositi laboratori. Nel Paese si sono manifestati 55 casi di coronavirus, come ha comunicato il principale epidemiologo del Kazakistan Nurmat Otabekov, 4 dei quali si trovano in terapia intensiva. Uno degli infetti, una giovane donna di 20 anni, non ha viaggiato fuori del Paese, né è entrata in contatto con persone giunte dall’estero.

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