19/05/2016, 11.48
NEPAL
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A fuoco 1.400 ettari di foreste in Nepal: l’origine dei roghi è dolosa

di Christopher Sharma

Nelle ultime settimane si sono verificati incendi in 44 zone della giungla. A rischio ci sono la biodiversità e le comunità che abitano nelle foreste. Gli allevatori credono che i fuochi creino erba fresca per il bestiame, oppure incendiano in segreto la giungla per evitare che elefanti e rinoceronti aggrediscano le mandrie o mangino il raccolto.

Kathmandu (AsiaNews) – Nelle ultime settimane sono andati a fuoco 1.400 ettari di foreste in Nepal. I roghi si sono verificati in 44 diverse zone della giungla, e la responsabilità degli incendi è da attribuire in gran parte all’azione dell’uomo. Yagya Dahal, portavoce del Ministero delle foreste, dice ad AsiaNews: “Ogni anno si verificano gli incendi, ma siamo preoccupati per l’aumento di questa annata. Le perdite per la biodiversità sono enormi e molte comunità che vivono nelle foreste sono a rischio”.

Negli ultimi anni il governo ha esteso il manto boschivo grazie ad aiuti arrivati anche dall’estero. Il portavoce riferisce che le iniziative “per la protezione della giungla sono state finanziate da Paesi stranieri e hanno coinvolto le comunità locali. Ma se i roghi non cesseranno, il lavoro verrà danneggiato”.

Sunil Kumar, assistente distrettuale dell’ufficio forestale, sottolinea che “le risorse non sono sufficienti e non viene posta la necessaria attenzione sul problema. Non viene fatta prevenzione e le persone non conoscono l’impatto dei roghi sulle loro vite”.

Oltre alle cause naturali, come le elevate temperature della stagione estiva (già in corso), i roghi spesso sono di origine dolosa. Ramkrishna Niraula, ricercatore sulla preservazione delle foreste, afferma: “Vari motivi spiegano l’origine dei fuochi, ma quello principale è da attribuire alla mano dell’uomo. Le popolazioni rurali dedite all’allevamento del bestiame credono che incendiando porzioni di giungla si favorisca la crescita di erba nuova per il pascolo”.

Inoltre, continua, “la giungla sta avanzando, e con essa cresce anche il numero di animali. Questi animali si spingono fino agli insediamenti dell’uomo per cacciare. Accade spesso di ritrovare capre e pecore morte, e alcuni animali come gli elefanti e i rinoceronti mangiano il raccolto delle fattorie a ridosso della giungla”.

In sostanza, afferma il ricercatore, “esiste un conflitto tra popolazione e animali, ed è per questo che le persone appiccano il fuoco in segreto”. I roghi possono essere innescati anche dai fulmini o dai mozziconi di sigaretta gettati per terra ancora accesi, “ma queste motivazioni sono più rare”.

La normativa in materia forestale, il Nepal’s Forest Act, in teoria prevede delle sanzioni per chi appicca il fuoco, con pene che arrivano fino ai 10 anni di reclusione. Il problema, conclude Niraula, è che “la legge non è applicata e non c’è traccia di persone punite per tale crimine. Il governo dovrebbe organizzare dei programmi per accrescere la consapevolezza della popolazione sull’importanze delle foreste. Le autorità dovrebbero essere anche più preparate ad affrontare le emergenze, dato che i roghi si ripetono ogni estate”.

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