06/05/2017, 10.15
RUSSIA-FRANCIA

‘Arrivano i russi’ anche nelle elezioni francesi. Russia Today e Sputnik denunciano Emmanuel Macron

Immesse nel web migliaia di documenti della campagna di Macron, “come negli Stati Uniti”, con Hillary Clinton. Le accuse di tendenze gay del candidato da “siti legati ad interessi russi”. Il Cremlino smentisce. La Chiesa francese ( e papa Francesco) danno criteri di valutazione ma non “indicazioni di voto”.

Mosca (AsiaNews/Agenzie) – Il canale televisivo Russia Today e l’agenzia stampa Sputnik hanno deciso di denunciare Emmanuel Macron, candidato alle presidenziali francesi, per rispondere alle accuse che i due media avrebbero montato una campagna denigratoria nei suoi confronti.

Margarita Simonyan, direttore di entrambi, ha dichiarato: “Siamo stanchi delle loro menzogne. Vogliamo denunciarli”.

In una dichiarazione di Sputnik, diffusa da Ria Novosti, si annuncia che “Sputnik intende prendere contatto con gli avvocati a causa delle costanti false accuse provenienti dal quartier generale di EM!”. “EM” sta per “Emmanuel Macron” e per “En Marche”, lo slogan usato dal candidato.

La decisione dei media russi avviene alla fine della campagna elettorale per le elezioni del presidente francese, che si terranno domani. In lizza vi sono Emmanuel Macron, 39 anni, con un passato di banchiere e di ministro dell’economia, e Marine Le Pen, del Fronte nazionale, espressione del nazionalismo francese anti-globalizzazione.

La campagna elettorale si è colorata di aspetti da film di spionaggio e di trame segrete, che vengono ricondotte alle manovre della Russia, che – secondo le accuse – cercano di influenzare la politica mondiale dietro le quinte.  Da questo punto di vista, la campagna francese sembra ricalcare le tematiche della campagna presidenziale negli Stati Uniti, dove ancora oggi volano accuse e sospetti che Mosca abbia favorito Donald Trump e denigrato Hillary Clinton.

Proprio ieri sera, pochi minuti prima della fine della campagna, sono stati riversati nel web migliaia di documenti legati alla campagna di Macron. Per lo staff del candidato centrista si tratta di una “destabilizzazione democratica, come quella vista durante l’ultima campagna presidenziale negli Stati Uniti”. Al tempo Hillary Clinton aveva accusato hacker russi di aver pubblicato sue email e questo avrebbe contribuito alla sua sconfitta.

Per gli “EMleaks” di ieri sera, finora i russi non sono accusati. Ma il mese scorso un gruppo di ricerca con base in Giappone ha detto che degli hackers russi hanno preso di mira la campagna di Macron. Lo stesso candidato si è lamentato che insinuazioni, false notizie e menzogne sono state diffuse sul suo conto da “siti, alcuni dei quali legati a interessi russi”.

Secondo lo staff di Macron, da Russia Today e da Sputnik provengono le voci di un preteso rapporto gay del candidato e il suo portavoce Benjamin Griveaux ha accusato il Cremlino di rovesciare una “campagna di fango” sulle elezioni.

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha negato ogni responsabilità. “Non abbiamo mai avuto, e non abbiamo l’intenzione di interferire negli affari nazionali di altri Paesi e in special modo non durante il loro processo elettorale”.

Su alcuni media francesi fa molto discutere la posizione della Conferenza episcopale di Francia, che non ha voluto dare indicazioni di voto, ma alcuni criteri di “discernimento” per valutare uno o l’altro dei candidati, quali l’accoglienza ai migranti e “i legami filiali” nelle famiglie.

Anche papa Francesco, sull’aereo di ritorno dal suo viaggio in Egitto, ha sottolineato l’importanza di una riforma dell’Europa e dell’accoglienza ai migranti, ma non ha dato “indicazioni di voto”. “So che uno dei candidati – ha detto – è un rappresentante della destra forte [Marine Le Pen], ma l’altro, veramente, non so da dove venga e per questo non posso dare un’opinione precisa sulla Francia”.

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