09/12/2019, 13.32
VATICANO
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​Papa: preghiera, studio e comunione aspetti fondamentali nella formazione dei preti

Le quattro “vicinanze” dei sacerdoti diocesani. “Essere vicino a Dio nella preghiera”, “essere vicino al vescovo, sempre vicino al vescovo: senza il vescovo la Chiesa non va, senza il vescovo il prete può essere un leader ma non sarà prete. Terza vicinanza: essere vicino al presbiterio, fra voi”. “E la quarta vicinanza: la vicinanza al popolo di Dio”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Preghiera, studio e comunione sono tre aspetti fondamentali della formazione dei sacerdoti, insieme alla “vicinanza” al vescovo e al popolo di Dio. “Se manca una di queste, il prete non funziona e scivolerà, lentamente, nella perversione del clericalismo o in atteggiamenti di rigidità. Dove c’è clericalismo c’è corruzione, e dove c’è rigidità, sotto la rigidità, ci sono gravi problemi”.

Il seminario in quanto luogo di formazione dei preti è stato argomento di una riflessione di papa Francesco che stamattina ha ricevuto la comunità del Pontificio seminario regionale flaminio Benedetto XV di Bologna, in occasione del centenario di fondazione.

Nel suo discorso, Francesco, che ha tra poco festeggia i suoi 50 anni di sacerdozio, ha indicato tre aspetti che “identificano” il seminario, il suo essere “casa di preghiera, casa di studio, casa di comunione”.

Il seminario, ha detto, “è prima di tutto la casa della preghiera dove il Signore convoca ancora i «suoi» in «un luogo appartato» (cfr Lc 9,18), a vivere un’esperienza forte di incontro e di ascolto. Attraverso tale via, Egli vuole prepararli a diventare «educatori del Popolo di Dio nella fede», e abilitarli a «proclamare con autorità la Parola di Dio», a «radunare il Popolo» e a nutrirlo con i Sacramenti per «condurlo sulla via della salvezza» e conservarlo nell’unità (cfr Paolo VI, Esort. ap. Evangelii nuntiandi, 68). È necessario, pertanto, dedicare adeguato impegno alla formazione spirituale. Sono gli anni più favorevoli per imparare a ‘stare con Lui’, gustando con stupore la grazia di essere suoi discepoli, imparare ad ascoltarlo, a contemplare il suo volto… Qui l’esperienza del silenzio e della preghiera è fondamentale: è lì, nel rimanere alla sua presenza, che il discepolo può conoscere il Maestro, come da Lui è conosciuto – direbbe San Paolo (cfr 1 Cor 13,12). Ma è essenziale anche l’incontro con Gesù nel volto e nella carne dei poveri. Anche questo è parte integrante della formazione spirituale del seminarista”.

“Il secondo aspetto che identifica il Seminario è quello dello studio. Lo studio fa parte di un itinerario mirato all’educazione di una fede viva, una fede consapevole, chiamata a diventare la fede del pastore. Lo studio, in questo cammino, è strumento privilegiato di una conoscenza sapienziale e scientifica, capace di assicurare fondamenta solide a tutto l’edificio della formazione dei futuri presbiteri”.

“E veniamo alla terza dimensione: il Seminario come casa di comunione. Anche questo aspetto è ‘trasversale’, come gli altri due. Parte da una base umana di apertura agli altri, di capacità di ascolto e di dialogo, ed è chiamato ad assumere la forma della comunione presbiterale intorno al vescovo e sotto la sua guida. La carità pastorale del prete non può essere credibile se non è preceduta e accompagnata dalla fraternità, prima tra seminaristi e poi tra presbiteri”.

“Qui vorrei fermarmi un momento per riassumere le quattro ‘vicinanze’, i quattro atteggiamenti di vicinanza dei sacerdoti diocesani. Essere vicino a Dio nella preghiera, l’ho detto, si incomincia dal seminario. Essere vicino al vescovo, sempre vicino al vescovo: senza il vescovo la Chiesa non va, senza il vescovo il prete può essere un leader ma non sarà prete. Terza vicinanza: essere vicino al presbiterio, fra voi. Questa è una cosa che a me fa soffrire, quando vedo dei presbitèri frammentati, dove sono l’uno contro l’altro, oppure tutti cortesi ma poi sparlano l’uno dell’altro. Se non c’è un presbiterio unito… Questo non significa che non si può discutere, no, si discute, si scambiano le idee, ma la carità è quella che unisce. E la quarta vicinanza: la vicinanza al popolo di Dio”.

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