29/01/2020, 11.36
INDONESIA-VATICANO
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È ufficiale: Jakarta invita Papa Francesco in Indonesia

di Mathias Hariyadi

In tutto il Paese si rincorrevano voci sulla possibile venuta del pontefice a settembre 2020. Sui social media era circolata una “lettera d’invito ufficiosa” a firma del presidente indonesiano Joko “Jokowi” Widodo. Molti chiedono sia reso pubblico quanto prima il giorno della solenne celebrazione eucaristica presieduta dal pontefice.

Jakarta (AsiaNews) – Dopo giorni di indiscrezioni, arriva l’ufficialità: il governo indonesiano ha invitato papa Francesco a visitare il Paese del Sud-est asiatico. Antonius Agus Sriyono, ambasciatore della Repubblica d’Indonesia presso la Santa Sede, dichiara ad AsiaNews: “Ieri, 28 gennaio 2020, ho consegnato personalmente la lettera d’invito al card. Piero Parolin presso la Segreteria di Stato vaticana” (foto). Nella nota, Jakarta esprime il desiderio di ospitare il viaggio apostolico del pontefice il prossimo settembre.

In tutto il Paese si rincorrevano voci sulla possibile venuta del papa. Ad alimentarle, alcune dichiarazioni rese lo scorso 20 gennaio da Yahya Cholil Staquf, membro del Consiglio supremo di Nadhlatul Ulama (Nu) – la più grande organizzazione islamica moderata del Paese e del mondo. Yahya si era incontrato con il papa in Vaticano il 15 gennaio insieme ad altri leader religiosi, per discutere sull'importanza dell'attivismo sociale nell'affrontare il conflitto interreligioso. L’alto esponente di Nu aveva riferito alla stampa locale che il pontefice gli aveva confidato l’intenzione di recarsi in visita apostolica in Indonesia, Papua Nuova Guinea e Timor Est a settembre. In seguito alle affermazioni di Yahya, sui social media era circolata una “lettera d’invito ufficiosa” a firma del presidente indonesiano Joko “Jokowi” Widodo. Contattato da AsiaNews, l’ambasciatore Sriyono dichiarava: “Sono in corso discussioni e questo argomento è ancora confidenziale”.

Dopo giorni di trepidante attesa, stamane i cattolici indonesiani hanno avuto conferma che nel prossimo futuro potrebbero abbracciare papa Francesco, sebbene non vi sia ancora una data ufficiale. L’entusiasmo di religiosi e fedeli ha trovato voce sul media cattolico Sesawi.net. Commentando la notizia, in molti chiedono che sia reso pubblico quanto prima il giorno della solenne celebrazione eucaristica presieduta dal pontefice insieme ai leader della Conferenza episcopale indonesiana (Kwi). P. August Surianto Himawan, direttore del personale e degli Affari generali della Kwi, afferma: “La nostra profonda speranza è che tutto si svolga in maniera tranquilla e che il viaggio sia ben organizzato”.

Nel Paese islamico più popoloso al mondo, i cattolici sono una piccola minoranza. Secondo le statistiche del governo, essi sono circa 7,5 milioni e rappresentano quasi il 3% della popolazione. Ciò nonostante, la Chiesa indonesiana è animata dalla vivacità dei propri leader e dalla grande partecipazione dei fedeli alle attività religiose. Papa Francesco potrebbe essere il terzo pontefice a recarsi in Indonesia: Paolo VI visitò il Paese nel 1970, seguito da San Giovanni Paolo II nel 1989. A Jakarta, quest’ultimo celebrò una messa con oltre 110 mila partecipanti nel Senayan Sport Stadium. Il papa polacco presiedette anche una funzione nell’Open Airfield di Yogyakarta – terreno che appartiene all'accademia dell'Aeronautica – e una sulla “cattolica” isola di Flores.

La gioia dei cattolici per la possibile visita di papa Francesco segue di circa cinque mesi la nomina a cardinale di Ignatius Suharyo Hardjoatmodjo, arcivescovo di Jakarta e presidente della Kwi. Commentando la scelta del pontefice, il cardinale ha spiegato che la Santa Sede monitorava e ‘valutava’ da molto tempo la Chiesa cattolica indonesiana. “Quest’ultima – ha affermato – è vista come un buon modello per qualsiasi Chiesa del mondo, per come esercitare la fede cristiana promuovendo pace, tolleranza, nonché spirito di compassione verso il prossimo”.

In giugno, il pontefice aveva esortato i 37 presuli, in Vaticano per la visita ad limina apostolorum, alla promozione e all’insegnamento del “Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune” – firmato ad Abu Dhabi da papa Francesco ed il Grande imam di Al-Azhar lo scorso febbraio. Al cardinale, papa Francesco aveva dichiarato che l’Indonesia è il luogo più rappresentativo in cui viene messa in pratica la fraternità umana tra diversi gruppi religiosi; in particolare, tra musulmani moderati e cristiani. Raccogliendo l’invito del papa, a novembre i vescovi hanno posto la Dichiarazione di Abu Dhabi al centro della loro Conferenza annuale.

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