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Piero Gheddo: Il vescovo partigiano – Mons. Aristide Pirovano

Piero Gheddo
pp. 454
Il titolo di questa biografia richiede una spiegazione. “Partigiano” Aristide lo è stato negli anni dell’ultima guerra mondiale (1943-1945) per salvare dalla morte ebrei e perseguitati politici, finendo anche nel Carcere di San Vittore a Milano, bastonato e torturato. Poi ha lottato tutta la vita contro comunismo e laicismo anti-cristiani. Uomo di Dio, era un “ribelle per amore” dell’uomo, del popolo che vedeva oppresso. Era un militante, un combattente, contro coloro che ostacolavano la missione che gli era affidata: prima la fondazione della diocesi di Macapà in Amazzonia (1948-1965), poi la direzione del Pime (1965-1977) e infine le opere sociali, sanitarie ed educative di Marituba, il lebbrosario nella foresta amazzonica che oggi è diventato una città satellite della grande Belém, grazie anche al lavoro del Servo di Dio dott. Marcello Candia, che Pirovano stesso aveva portato in Amazzonia.