Gerusalemme, a Lapid l’incarico di formare il governo. Ucciso 16enne palestinese

Fallito il mandato di Netanyahu. Al vaglio una condivisione della leadership con il partito religioso nazionalista Yamina. Con i suoi sette seggi Naftali Bennet potrebbe risultare decisivo. Scontri a sud di Nablus. Colpito a morte un giovane palestinese, mentre cresce la tensione. 


Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) - Il leader dell’opposizione Yair Lapid ha ricevuto il mandato per cercare di raggiungere la maggioranza parlamentare - 61 seggi sui 120 in totale alla Knesset - e formare un nuovo governo, dopo il fallimento del Primo Ministro ad interim Benjamin Netanyahu. La scena politica israeliana, a poche settimane dalle quarte elezioni politiche in meno di due anni, resta caratterizzata da un quadro di profonda incertezza, mentre non accennano a placarsi le violenze fra israeliani e palestinesi. 

Il presidente Reuven Rivlin ha annunciato ieri di aver affidato l’incarico al capo dell’opposizione, dopo aver effettuato un giro di consultazioni con i diversi leader di partito per capire quale parlamentare possa avere un sostegno sufficiente per raggiungere l’obiettivo. Lapid, di orientamento centrista e con una carriera televisiva alle spalle, potrebbe puntare su una rotazione al governo (come nel fallito esperimento fra Netanyahu e Benny Gantz) affidando la prima parte del mandato ad un collega alla Knesset. 

In una nota Lapid, leader del partito Yesh Atid, assicura che farà “di tutto per garantire a Israele un governo di unità il prima possibile”, che possa “lavorare per il bene del suo popolo”. Fra i primi leader con i quali potrebbe condividere la guida del governo vi è Naftali Bennett, capo del partito religioso nazionalista Yamina che potrebbe risultare decisivo con i suoi sette seggi. 

Commentando la decisione, il presidente Rivlin crede che Lapid “possa formare un governo capace di ottenere la fiducia della Knesset, sebbene vi siano difficoltà” nell’incarico. Secondo quanto prevede la Costituzione, Netanyahu ha avuto i canonici 28 giorni per cercare di formare una alleanza, ma il tempo è scaduto alle 21 del 4 maggio scorso. Il fallimento del Primo Ministro uscente è una ulteriore conferma della frattura all’interno del panorama politico israeliano e non è escluso che il Paese possa tornare alle urne per la quinta volta in estate. 

Fallito l’incarico di formare il governo, per Netanyahu è ora gioco la stessa sopravvivenza politica legata al processo per corruzione in cui è imputato e dal quale è potuto sinora sfuggire grazie alla carica sinora ricoperta. Per rafforzare lo scudo penale e mettersi al riparto dai processi, di recente aveva cercato - senza riuscirvi - di nominare un fedelissimo alla giustizia, scelta bocciata dalla Corte suprema e dalla procura generale.

Intanto continuano le violenze fra israeliani e palestinesi, divampate con rinnovato vigore in questo periodo di Ramadan, il mese sacro di digiuno e preghiera musulmano. Ieri sera l’esercito con la stella di David ha aperto il fuoco e ucciso un giovane palestinese di 16 anni durante gli scontri fra le due fazioni in Cisgiordania. In queste ore è giunta anche notizia della morte di un ragazzo israeliano, ferito in modo grave a inizio settimana da una pallottola esplosa da un palestinese. 

L’esercito israeliano ha aperto il fuoco contro un gruppo di palestinesi intenti a lanciare bombe Molotov verso i soldati, negli scontri divampati ieri sera vicino al villaggio di Beita, a sud di Nablus. Un portavoce militare afferma che “le truppe hanno agito per fermare alcuni sospetti, sparando nella loro direzione”.

Gli abitanti di Beita e di Odala affermano che gli scontri fra palestinesi ed esercito israeliano nell’area si protraggono da diverse notti. Un secondo giovane palestinese è stato colpito da una pallottola alla schiena ed è ora ricoverato in ospedale. All’origine delle ultime violenze, la caccia all’uomo dell’esercito israeliano per catturare gli autori della sparatoria in cui sono rimasti feriti alcuni israeliani, uno dei quali è morto nella notte. 

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