Papa: l’uomo non è mai un bene di consumo, ma persona creata con dignità unica

“A volte guardiamo gli altri come oggetti, da usare e scartare. In realtà, questo tipo di sguardo acceca e fomenta una cultura dello scarto individualistica e aggressiva”. “Il credente, contemplando il prossimo come un fratello e non come un estraneo, lo guarda con compassione ed empatia, non con disprezzo o inimicizia. E contemplando il mondo alla luce della fede, si adopera a sviluppare, con l’aiuto della grazia, la sua creatività e il suo entusiasmo per risolvere i drammi della storia”.


Città del Vaticano (AsiaNews) – La pandemia ha reso evidente la vulnerabilità e l’interconnessione esistenti tra gli uomini, ma ha reso evidenti “patologie sociali più ampie. Una di queste è la visione distorta della persona”, della quale si trascura o si viola la dignità. Continuando il nuovo ciclo di catechesi sul tema: ‘Guarire il mondo’, papa Francesco ha dedicato a “Fede e dignità umana” la riflessione per l’udienza generale di oggi, tenuta ancora nella Biblioteca.

“A volte – ha osservato Francesco - guardiamo gli altri come oggetti, da usare e scartare. In realtà, questo tipo di sguardo acceca e fomenta una cultura dello scarto individualistica e aggressiva, che trasforma l’essere umano in un bene di consumo”. “Nella luce della fede sappiamo, invece, che Dio guarda all’uomo e alla donna in un altro modo. Egli ci ha creati non come oggetti, ma come persone amate e capaci di amare, ci ha creati a sua immagine e somiglianza (cfr Gen 1,27). In questo modo ci ha donato una dignità unica, invitandoci a vivere in comunione con Lui, con le nostre sorelle e i nostri fratelli, nel rispetto di tutto il creato”. “In armonia, possiamo dire. E in questa comunione Dio ci dona la capacità di procreare e di custodire la vita (cfr Gen 1,28-29), di lavorare e prenderci cura della terra (cfr Gen 2,15; LS, 67)”.

Si deve dunque superare lo sguardo individualista e vedere ogni persona come un fratello. Cercare di arrampicarsi nella vita, "di essere superiori agli altri, distrugge l’armonia. È la logica del dominio, di dominare gli altri. L’armonia è un’altra cosa: è il servizio". “Chiediamo, dunque, al Signore di darci occhi attenti ai fratelli e alle sorelle, specialmente a quelli che soffrono. Come discepoli di Gesù non vogliamo essere indifferenti né individualisti, i due atteggiamenti brutti contro l’armonia. Indifferente: io guardo da un’altra parte e individualisti: “solo per me”, guardare soltanto il proprio interesse. L’armonia creata da Dio ci chiede di guardare gli altri, i bisogni degli altri, i problemi degli altri, essere in comunione. Vogliamo riconoscere in ogni persona, qualunque sia la sua razza, lingua o condizione, la dignità umana”.

“Questa rinnovata consapevolezza della dignità di ogni essere umano ha serie implicazioni sociali, economiche e politiche. Guardare il fratello e tutto il creato come dono ricevuto dall’amore del Padre suscita un comportamento di attenzione, di cura e di stupore. Così il credente, contemplando il prossimo come un fratello e non come un estraneo, lo guarda con compassione ed empatia, non con disprezzo o inimicizia. E contemplando il mondo alla luce della fede, si adopera a sviluppare, con l’aiuto della grazia, la sua creatività e il suo entusiasmo per risolvere i drammi della storia”.

“Mentre lavoriamo per la cura da un virus che colpisce tutti in maniera indistinta, la fede ci esorta a impegnarci seriamente e attivamente per contrastare l’indifferenza davanti alle violazioni della dignità umana; la fede sempre esige di lasciarci guarire e convertire dal nostro individualismo, sia personale sia collettivo. Possa il Signore “restituirci la vista” per riscoprire che cosa significa essere membri della famiglia umana. E possa questo sguardo tradursi in azioni concrete di compassione e rispetto per ogni persona e di cura e custodia per la nostra casa comune”.

“La Bibbia – ha aggiunto nel saluto ai fedeli di lingua araba - insegna che ogni essere umano è stato creato per amore, fatto ad immagine e somiglianza di Dio. Questa affermazione ci mostra l’immensa dignità di ogni persona, che non è soltanto qualcosa, ma qualcuno. È capace di conoscersi, di possedersi, di donarsi liberamente e di entrare in comunione con gli altri  “.

Nei saluti, Francesco ha ricordato che tra pochi giorni si celebrerà l’Assunzione della Vergine. Ai fedeli di lingua italiana, infine, egli ha ricordato che ieri la Chiesa "ha celebrato ieri la memoria di Santa Chiara d’Assisi". E ha invitato "ad imitare il suo luminoso esempio di generosa adesione a Cristo". 

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