Crollano gli investimenti cinesi nella Belt and Road Initiative

Secondo il China Global Investment Tracker, nel primo semestre si sono fermati a 20,6 miliardi di euro. Lo scorso anno, Pechino aveva investito 106 miliardi nelle “nuove Vie della seta”. Molti progetti Bri in Africa e in Asia sono fermi o hanno subito un forte rallentamento. La pandemia ha peggiorato il trend negativo.


Pechino (AsiaNews) – Nei primi sei mesi dell’anno, gli investimenti cinesi nella Belt and Road Initiative (Bri) sono crollati a 20,6 miliardi di euro, lo riporta il China Global Investment Tracker. Lo scorso anno, nel complesso, Pechino aveva investito 93 miliardi di euro nel megaprogetto con il quale vuole diventare il centro di gravità del commercio mondiale.

La crisi pandemica ha peggiorato il trend negativo. Infatti, nel 2018, gli investimenti del gigante asiatico nelle “nuove Vie della seta” avevano raggiunto i 110,4 miliardi di euro. Per gli analisti, il declino della Belt and Road è dovuto al rallentamento della crescita economica cinese, al crescente conflitto geopolitico tra Cina e Stati Uniti, e alla drammatica situazione debitoria di molte nazioni partner dell’iniziativa.

A pesare sono anche i vincoli imposti da Pechino. Le istituzioni finanziarie del gigante asiatico (come la China Development Bank e la China Exim Bank) vincolano la concessione dei prestiti nei progetti Bri alla partecipazione di imprese cinesi e richiedono per un dato progetto l’uso di una certa percentuale di materiali e componenti provenienti dalla Cina. Aspetto che discrimina le imprese dei Paesi “beneficiari”.

Le autorità cinesi hanno fornito ieri numeri inferiori. Secondo Pechino, tra gennaio e giugno gli investimenti produttivi nell’ambito della Bri hanno toccato i 7,1 miliardi di euro, in crescita del 19,4%  rispetto allo stesso periodo del 2019. Nel calcolo, però, non sono conteggiati gli investimenti di natura finanziaria per l’acquisizione di compagnie straniere o di loro quote societarie, che per il China Global Investment Tracker hanno avuto una pesante caduta.

Molti progetti Bri in Africa e in Asia sono fermi o hanno subito un forte rallentamento per effetto della pandemia di coronavirus. Lo scorso mese, Wang Xiaolong, direttore del dipartimento affari economico-internazionali del ministero degli Esteri, ha ammesso che un quinto dei progetti ha avuto un serio contraccolpo; il 40% è in difficoltà; e il 30-40% è stato colpito in modo limitato.

Con il Covid-19 che continua a mietere vittime in molti Paesi, e gli effetti recessivi che ne derivano per l’economia globale, sembra quasi impossibile che la Cina possa eguagliare i livelli di investimento all’estero degli anni scorsi.