Jharkhand, tribali decapitati da un gruppo rivale. Mons. Toppo: ‘Addolorati’

Le vittime contestavano la rinascita di un movimento che difende la terra tribale, anche con la violenza. Alcuni media riferiscono che gli uccisi sono cristiani; la Chiesa locale non conferma. “Inspiegabile” la violenza tra due fazioni che lottano entrambe per la sopravvivenza.


New Delhi (AsiaNews) – Sette tribali sono stati rapiti e decapitati da un gruppo di sostenitori del “Pathalgadi movement”, che in Jharkhand si batte per il possesso della terra. I loro corpi sono stati abbandonati nella foresta di Saranda, distretto di West Singhbhum, e ritrovati dalla polizia il 20 gennaio. Ad AsiaNews mons. Felix Toppo, arcivescovo di Ranchi, conferma la notizia degli omicidi, ma non quella secondo cui i morti sarebbero cristiani Murmu, riferita da alcuni giornali. “Non abbiamo la certezza, stiamo indagando”. “Che siano cristiani o meno – evidenzia – è un fatto grave e inspiegabile. Siamo addolorati”.

Nonostante i corpi mutilati, gli abitanti hanno riconosciuto le vittime. Essi sono: James Buda, Songe Topna, Lomba Buda, Etva Buda, Jawra Buda, Nirmal Buda e Bonam Longa. I tribali avevano dai 24 ai 35 anni. Il signor Buda era un rappresentante del panchayat locale, cioè il consiglio del villaggio. Al momento i cadaveri si trovano al Sadar Hospital di Chaibasa per le indagini autoptiche.

La violenza è nata dopo una riunione indetta il 19 gennaio, in cui alcuni gruppi volevano dare nuova vita al movimento terriero “Pathalgadi”. Esso è stato decimato dall’arresto di migliaia di sostenitori da parte del precedente governo guidato dal partito nazionalista indù Bjp (Bharatiya Janata Party).

I sette uomini si sono opposti alla rinascita della lotta violenta, innescando la vendetta del gruppo rivale. La sera stessa sono stati rapiti, portati nella foresta, giustiziati con asce e bastoni e abbandonati. La polizia ha ritrovato i cadaveri tra le piante a tre chilometri da Burugulikera (circa 175 km da Ranchi).

Il movimento “Pathalgadi” si rifà alla stele eretta all’ingresso dei villaggi tribali. Essa detta le regole della comunità, escludendo interferenze da parte dello Stato. Il gruppo è contrario ad alcune leggi che favoriscono l’esproprio delle loro terre annullando il divieto di acquisirle imposto allo Stato e a privati.

Oggi il Chief minister Hemant Soren ha ordinato l’avvio delle indagini. La polizia ha circondato la zona del ritrovamento e sta interrogando i testimoni. Mons. Toppo ritiene “incomprensibile il gesto dei sostenitori del movimento Pathalgadi. Essi sono tribali tanto quanto coloro che hanno ucciso”.  Egli ricorda la prima decisione del nuovo capo del governo, cioè la proposta di cancellare i processi contro 10mila tribali appartenenti al movimento. Il Bjp li aveva incriminati per sedizione. L’udienza, riporta l’arcivescovo, “è stata fissata per il 28 gennaio. In quella occasione il leader politico perorerà la sua decisione”.

La scelta di cancellare le accuse, sottolinea, “è importante e coraggiosa. Soren comprende le ragioni degli indigeni perché lui stesso è tribale”. Mons. Toppo lancia “un appello alla pace e all’armonia tra tutta la popolazione. Abbiamo scritto una lettera alle autorità in cui invitiamo a mantenere la calma e a ristabilire la pace sociale. Siamo addolorati per ciò che è successo. Preghiamo per le vittime e per le loro famiglie”. (A.C.F.)

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