Il card. Pell ha deciso per l’appello finale contro la sua condanna

La società australiana è divisa sulla sua innocenza. La Corte d’appello che lo ha condannato ha pronunciato la sentenza non all’unanimità.


Canberra (AsiaNews/Agenzie) – Il card. George Pell ha deciso di appellarsi alla Corte suprema dell’Australia, dopo che la Corte d’appello di Victoria ha mantenuto la sua condanna a 6 anni di carcere per abusi sessuali su minori. La Corte d’appello di Victoria ha pronunciato la sentenza non all’unanimità (2 a 1).

Il caso del card. Pell ha diviso anche tutto il Paese fra coloro che vogliono condannarlo come “esempio” per tutti i casi di pedofilia e coloro che credono alla sua innocenza.

Il porporato è stato condannato l’11 dicembre 2018 per aver abusato due adolescenti subito dopo una messa solenne nella cattedrale di Melbourne, dove era arcivescovo . La condanna è basata unicamente sulla testimonianza di una delle vittime. L’altra aveva ritrattato prima di morire di overdose. Altre decine di testimonianze hanno manifestato la quasi impossibilità a compiere i gesti che vengono attribuiti al card. Pell, senza che vi fossero altri testimoni, in un momento in cui la chiesa pullulava di persone.

Il card. Pell, 78 anni, rimane in prigione, dove non gli è permesso di celebrare la messa.

In una nota pubblicata il 21 agosto scorso, dopo la conferma della condanna, il Vaticano, esprimendo “rispetto per le autorità giudiziarie australiane”, “prende atto della decisione di respingere l’appello del cardinale George Pell” e “in attesa di conoscere gli eventuali ulteriori sviluppi del procedimento giudiziario, ricorda che il Cardinale ha sempre ribadito la sua innocenza e che è suo diritto ricorrere all’Alta Corte”.