Dhaka: cristiani, musulmani e indù condannano l’attacco alle moschee di Christchurch
di Sumon Corraya

Tra le vittime, ci sono anche due cittadini del Bangladesh. Migliaia di musulmani hanno protestato davanti il club della stampa nella capitale del Bangladesh. Una dura condanna del gesto compiuto da un australiano con tendenze suprematiste arriva anche dal vescovo di Rajshahi: “Auguro alle vittime il riposo eterno”.


Dhaka (AsiaNews) – Cristiani, musulmani e indù di Dhaka condannano con forza gli attentati contro due moschee di Christchurch, in Nuova Zelanda, avvenuti il 15 marzo scorso. La carneficina, compiuta da Brenton Tarrant, un uomo australiano con tendenze suprematiste e razziste, ha causato la morte di 50 persone e il ferimento di almeno altre 48. Tra le vittime, diversi migranti dei Paesi del sud e sud-est asiatico. Per quanto riguarda il Bangladesh, due persone sono state uccise e cinque ferite (di cui due in condizioni critiche).

Ieri durante l’Angelus a piazza san Pietro il papa ha condannato l’attentato in Nuova Zelanda. Papa Francesco ha invitato tutti i fedeli a “contrastare l’odio e la violenza” con “la preghiera e gesti di pace”. Anche diverse Chiese in Asia hanno espresso vicinanza alla comunità musulmana.

Shahriar Alam, ministro bengalese degli Affari esteri, ha diffuso i nomi dei connazionali coinvolti: le vittime sono state identificate come Abdus Samad (muezzin della moschea) e Hosina Ara (casalinga, aveva portato il marito disabile alla preghiera del venerdì); i feriti sono Lipi, Motasim (entrambi in pericolo di vita), Md Omar Faruk, Shahjada Akter e Sheikh Hasan Rubel. Intanto ieri è rientrata in patria la squadra di cricket del Bangladesh. I giocatori avrebbero dovuto disputare una partita il giorno dopo l’attacco e sono scampati al massacro per soli cinque minuti. Essi infatti si stavano recando alla moschea per pregare.

Ieri migliaia di musulmani si sono radunati di fronte al National Press Club di Dhaka per manifestare contro l’attentato. Mahammad Abdul Hakim, segretario del Bangladesh Islamic Front Dhaka Unit, ha detto: “Non è accettabile che un attacco avvenga in un luogo di preghiera in un Paese avanzato come la Nuova Zelanda. Condanniamo l’odioso atto contro i fedeli dell’islam”. Riferendosi poi alla religione cristiana dell’attentatore, ha aggiunto: “Vogliamo che il militante cristiano venga punito. I musulmani non sono al sicuro in nessuna parte del mondo”.

Anche i cristiani si uniscono al dolore dei fratelli musulmani e chiedono che l’assassino venga punito. Mons. Gervas Rozario, vescovo di Rajshahi, dichiara: “Non ho sufficienti parole per condannare gli attacchi contro le moschee. Auguro alle vittime il riposo eterno e chiedo una punizione esemplare per l’aggressore”.

Alle dure parole del vescovo fa eco Nirmol Rozario, presidente della Bangladesh Christian Association: “È un incidente che viene dal diavolo. Condanniamo questo vergognoso attacco contro i fratelli musulmani. Speriamo per la guarigione dei feriti”. Palash Roy, leader indù, dichiara: “Il mondo è afflitto dai fondamentalisti. La religione è per il bene [delle persone], non per mostrare odio. Tutti i fedeli, di qualsiasi fede, devono realizzarlo”.

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