Pechino ammette la detenzione di un attivista taiwanese per i diritti

Lee Ming-che è voce per i diritti umani nella Cina continentale era stato dato per disperso dalla famiglia. La moglie ha chiesto aiuto a organizzazioni internazionali e ora sa che è in prigione.


Pechino (AsiaNews) – Un attivista per i diritti di Taiwan è in stato di detenzione poiché sotto inchiesta da parte delle autorità cinesi del continente per attività che, sostiene Pechino, minacciano la sicurezza nazionale. L'Ufficio affari di Taiwan, con sede a Pechino sotto il Consiglio di Stato, ha confermato oggi che Lee Ming-che è stato arrestato ed è ora sotto inchiesta dopo il suo tentativo di entrare nel continente, lo scorso 19 marzo.

Lee, 42 anni, è stato a lungo voce per i diritti umani nella Cina continentale e ha condiviso con regolarità il progresso democratico di Taiwan attraverso i suoi ed altri siti web. Egli è stato dato per disperso dopo che si è recato da Macao a Zhuhai, nella provincia del Guangdong. Al fine di localizzarlo, sua moglie e gli amici hanno chiesto aiuto alle autorità taiwanesi e alle organizzazioni internazionali, tra cui Amnesty International.

Ma Xiaoguang, portavoce dell’Ufficio affari di Taiwan del Consiglio di Stato, ha dichiarato: “Secondo quanto sappiamo, è probabile che il cittadino taiwanese Lee Ming-che sia impegnato in attività che mettono in pericolo la nostra sicurezza nazionale ed è sotto inchiesta da parte delle autorità competenti”. Il portavoce ha poi precisato che Lee è in buona salute. Lee Ching-yu, la moglie di Lee, aveva espresso la preoccupazione che il marito potrebbe non avere abbastanza soldi per il cibo o per i farmaci per la sua ipertensione e aveva invitato le autorità cinesi a rendere pubblico il motivo per cui Lee è detenuto.

 

 

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