Pyongyang libera Jeffrey Fowle, due americani ancora in prigione
Il regime nordcoreano ha concesso al cittadino Usa di tornare a casa. Matthew Miller e Kenneth Bae, entrambi condannati ai lavori forzati, restano in prigionia. Washington denuncia l'uso di civili come "merce di scambio" nei rapporti diplomatici.

Seoul (AsiaNews/Agenzie) - Il regime della Corea del Nord ha rilasciato ieri sera Jeffrey Fowle, uno dei tre cittadini americani rinchiusi nelle proprie carceri, che è già rientrato in patria. Il governo degli Stati Uniti "sta lavorando" per ottenere la liberazione anche degli altri due concittadini, Matthew Miller e Kenneth Bae, che sono stati condannati a 6 e 15 anni di lavori forzati. Washington accusa da tempo Pyongyang di usare arresti e condanne di cittadini stranieri come "merce di scambio" nei rapporti diplomatici.

Jeffrey Fowle è entrato in Corea del Nord lo scorso 29 aprile ed è stato arrestato all'inizio di giugno mentre stava per lasciare il Paese. Accusato di "crimini anti-statali", è stato rinchiuso nella città settentrionale di Chongjin. Secondo alcune fonti, avrebbe lasciato una Bibbia all'interno del bagno di un ristorante: la sua famiglia nega le accuse e sottolinea che "non lavora e non ha mai lavorato" per la sua chiesa. L'attività missionaria straniera è considerata nel Paese - dove non esiste libertà religiosa - un crimine penale.

In agosto, insieme a Matthew Miller, Fowle ha potuto registrare un appello televisivo rivolto al governo americano in cui chiedeva di "fare il possibile" per la sua liberazione. Marie Harf, del Dipartimento di Stato Usa, ha accolto con gioia la notizia del rilascio e ha spiegato che il proprio governo "rimane concentrato sulla detenzione di Kenneth Bae e Miller. Chiediamo ancora una volta al governo nordcoreano di rilasciarli immediatamente". 

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