Riyadh pensa a leggi scritte da usare nei tribunali islamici
Attualmente i giudici hanno una vastissima discrezionalità, che a volte ha causato sentenze stupefacenti. Ora il Consiglio dei ministri annuncia una specifica commissione che risponderà al re.
Riyadh (AsiaNews) – Potrebbe essere quasi una rivoluzione per il sistema giudiziario saudita l’annuncio fatto in Consiglio dei ministri di voler dare vita ad una speciale commissione incaricata di formulare norme scritte che dovranno servire di base ai verdetti delle corti che operano sulla base dalla Sharia, la legge islamica.
 
La Commissione, secondo quanto scrive Asharq Al-Awsat, dovrebbe emanare leggi riguardanti le transazioni finanziarie, lo stato civile ed il codice penale. Attualmente il sistema giudiziario è basato sul pensiero della scuola Hanbali e lascia ai giudici la più ampia discrezione – tranne quando sono previste punizioni o la pena di morte - tanto da permettere a coloro che criticano la situazione di affermare che su una stessa questione non esistono due sentenze uguali. Alcune decisioni di tribunali, specialmente di provincia, hanno peraltro suscitato a più riprese lo stupore e la riprovazione internazionali.
 
La decisione di istituire la commissione, se andrà avanti, rientra nell’annunciata riforma del sistema giudiziario, promossa da re Abdullah. Composta da esperti essa dovrebbe essere indipendente e rispondere direttamente al re, mettendola così al riparo da ogni tipo di pressione. Le norme che emanerà dovrebbero essere basate non solo sul pensiero della scuola di Hanbali, ma anche delle altre tre principali: Maliki, Shafei e Hanafi. Il nuovo sistema dovrebbe prevedere anche l’istituzione di una Corte suprema.
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